Economia

Il M5S vuole una procedura chiara per uscire dall'euro

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«Introdurre nei Trattati e nel quadro normativo europeo alcune specifiche procedure tecniche, economiche e giuridiche che consentano agli Stati membri di recedere dall’Unione monetaria»: questo ha proposto il M5S in commissione Bilancio al Senato ieri una risoluzione sulle prossime tappe dell’Unione monetaria alternativa a quella della maggioranza, chiedendo alla Ue la definizione di un percorso per l’uscita dalla zona euro. Ne parla oggi Mario Sensini sul Corriere della Sera:

«Attraverso — si legge nel testo firmato da Moronese, Lezzi e Bulgarelli — una clausola di opting out permanente nel caso ci sia una chiara volontà popolare in tal senso». Quel referendum, dunque, cui Di Maio spera di «non arrivare» e che per lui «sarebbe comunque l’ultimo stadio». La proposta della maggioranza, che è comunque piuttosto critica, e sollecita molta prudenza nell’incorporazione delle regole sui bilanci nel diritto comunitario, è passata senza i voti del M5S, di Liberi e uguali, ma anche di Forza Italia e della Lega. Che a differenza dei 5S non hanno presentato neanche un testo di risoluzione alternativo.

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Gli elettori e l’uscita dall’euro (La Stampa, 9 ottobre 2017)

La dichiarazione del Senato è parte di un parere da inviare all’UE e ovviamente non è in alcun modo vincolante né c’è possibilità che venga in qualche modo accolta, anche per quanto spiegato qualche tempo fa da Mario Draghi. Ma oggi che la Lega fa rivivere in piena campagna elettorale il suo impegno anti-euro anche i 5 Stelle vogliono provare a massimizzare il risultato dell’argomento con l’avvicinarsi delle urne. Il tutto mentre Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista dicono due cose diverse in campagna elettorale proprio sull’euro e Di Maio ufficialmente molla il referendum (a proposito di volontà popolare…).

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