Opinioni

Il Manuale Cencelli del M5S

Jacopo Iacoboni sulla Stampa di oggi parla di un documento che riepiloga le nomine delle commissioni già spartite dal MoVimento 5 Stelle a Roma. Una specie di manuale Cencelli con i nomi assegnati alle varie commissioni e che ricalca la guerra tra “brutte correnti” in atto tra i grillini. Nella commissione urbanistica la presidente sarà Donatella Iorio, circondata da figure lombardiane: Simona Ficcardi, della corrente di De Vito; Daniele Diaco, della corrente di Luca Marsico:
E chi è Luca Marsico? Ex aspirante sindaco, voleva sfidare De Vito ma fu a suo tempo silurato brutalmente dalla Lombardi. Con queste modalità: salì a Nervi da Grillo portandosi il figlio piccolo. L’incontro fu assai umano e finì a pacche sulle spalle. Seguì giro di telefonate da Roma a Milano e Genova, risultato: Marsico, dopo l’incontro assai umano, fu silurato selvaggiamente, eppure oggi è diventato esecutore della Lombardi; una triste vicenda sintomatica delle dinamiche umane nel Movimento. Annalisa Bernabei è un caso incredibile: da non molto nei cinque stelle, ha rinunciato alla corsa da sindaco e preso poi un boom di voti personali per una new entry; come se avesse ricevuto grossi consensi di legittimi gruppi d’interessi. Poi c’è Fabio Tranchina: durante il confronto su Sky, Roberto Giachetti denunciò il video del consigliere M5S che abbandona la commissione municipale subito dopo aver firmato la presenza. Tranchina ha resistito a quella bufera su di lui, è considerato nelle logiche interne un centrista – esistono i centristi anche nel M5S – molto disponibile alla trattativa. E questa sarà la commissione urbanistica del nuovo comune.
La storia del video del consigliere Tranchina che abbandona la commissione dopo aver firmato l’abbiamo raccontata qui:

Valentina Vivarelli sarà invece presidente della Commissione Patrimonio e Casa, mentre alla commssione Bilancio il presidente sarà Marco Terranova:

Lombardi piazza anche qui De Vito, e c’è Monica Montella, ricercatrice Istat ma in rotta con Daniele Frongia (l’uomo più vicino alla Raggi). Anche qui grandi margini di manovra per la Faraona (gli altri nomi non paiono in grado di incidere, Coia non versato nelle decisioni, Angelo Sturni appartenente – con Calabrese e Angelo Diario – a quella corrente “utopica” del Movimento molto rispettabile, ma poco incisiva nelle dinamiche). In questo quadro, sa di vittoria marginale che Virginia si sia assicurata quasi integralmente la commissione scuola (Maria Tereza Zotta presidente) con commissari suoi come Terranova e Iorio, e indipendenti come Vivarelli e Gemma Guerrini, una di sinistra; specie se pensiamo che poi, per dire, all’Ambiente (altra commissione cruciale, a Roma) ci sarà Diaco presidente (leggete sopra), e certo sarà assai attivo Paolo Ferrara, consigliere M5S di Ostia, molto discusso, e interessatissimo indovinate a cosa? Naturalmente, alle spiagge.

Infine c’è il problema del capo di gabinetto, per il quale sarebbe definitivamente caduto Daniele Frongia. La cena tra Di Maio e la Raggi è servita a trovare la soluzione?