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Il M5S Roma, l'ex Fiera e il rischio di danno erariale

fiera di roma

L’Assemblea capitolina ha approvato con 25 voti favorevoli, 12 contrari e 1 astenuto (Stefano Fassina) la delibera 3/2016 recante le ‘Controdeduzioni alle osservazioni presentate avverso la variante urbanistica relativa al Piano di Utilizzazione delle aree della Via Cristoforo Colombo da Porta Ardeatina a Via delle Tre Fontane – Ambito n. 2. Risistemazione della Fiera di Roma, di cui alla deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 35 del 14 luglio 2015’.

Il M5s e l’ex Fiera di Roma

Il punto centrale della nuova delibera è il ridimensionamento dell’intervento urbanistico nell’area dell’ex Fiera dai 67.500 metri quadrati previsti dalla giunta Marino a 44.360 metri quadrati. E proprio qui era nato uno scontro che probabilmente farà parlare di questa delibera nei prossimi mesi ed anni. Gli altri azionisti di Fiera di Roma (la cui proprietà è di Investimenti SPA, partecipata da Camera di Commercio di Roma, Roma Capitale e Regione Lazio) hanno infatti dichiarato nei giorni scorsi che questa delibera porterà al fallimento della società. La riduzione “farebbe saltare l’attuale piano fondato sugli atti del Comune” aveva detto, intervistato dall’agenzia Dire, Luca Voglino, presidente di Investimenti spa. La delibera della giunta Raggi arriva a pochi giorni dalla decisione del Tar di commissariare il Campidoglio per l’iter relativo alla valorizzazione dell’ex Fiera di Roma. La crisi della giunta Marino e la conseguente decisione del commissario Tronca di lasciare alla successiva amministrazione il compito di portare a termine il provvedimento, avviato ormai quasi dieci anni fa, hanno allungato i tempi e portato Investimenti spa ad appellarsi al tribunale amministrativo. I vertici di Fiera di Roma avevano ribadito che la valorizzazione dell’area serve, come da progetto iniziale, a colmare quel debito di circa 180 milioni di euro contratto da Investimenti spa con le banche per la realizzazione della fiera lungo l’autostrada per Fiumicino. Paolo Berdini, assessore all’urbanistica, non è di questo avviso: “Noi teniamo molto al futuro di Investimenti Spa e al nuovo management che sta organizzando una manifestazione che porterà sicuramente un beneficio economico a Roma, però semmai loro facessero la scellerata scelta di denunciare per danno erariale noi andiamo ‘ad adiuvandum’, perché tutte queste cose che ho detto qui le porteremo noi come amministrazione comunale ‘ad adiuvandum’. È vero, c’è danno erariale e viene da 9 anni di malversazione pubblica. Io non so quanto abbia preso l’Amministratore Delegato di Investimenti Spa, mi dicono cifre altro che Campo Dall’Orto, allora anche questo è un elemento che noi metteremo sul piatto”.

Una fiera nel deserto?

“Il debito di investimenti Spa, pari a circa 180 milioni di euro, in gran parte deriva da una localizzazione che facendo il mestiere di urbanista non posso non definire scellerata e che è stata abilitata nel decennio precedente”, ha spiegato Berdini nel corso del suo intervento in aula prima del voto. Riferendosi poi all’ubicazione della Nuova Fiera di Roma Berdini ha sottolineato: “Fare una Fiera in mezzo al deserto non è proprio il modo migliore per mettere a frutto un’attività economica importante. Possiamo farci un viaggio a Milano per capire dove hanno localizzato la nuova Fiera, prima addirittura stava nel cuore adesso hanno fatto una trasformazione edilizia, una valorizzazione e l’hanno portata a casa in tre anni, quindi se si vuole i tempi dell’urbanistica ci stanno. Ma fare una Fiera di Roma in quel deserto, un deserto che sta sprofondando: ci sono 4 capannoni che stanno sprofondando. Io non so chi ha fatto quella localizzazione ma certo credo che sia un po’ un danno erariale anche quello”. Di diverso avviso l’opposizione: “Troviamo positivo che in aula si parli del principio d’interesse pubblico nella scelta urbanistica, ma è giusto che questo non cada in un gioco demagogico che illuda i cittadini, come in questo caso perché, se passa questa delibera, che non è urbanistica ma di controdeduzione, rischiamo il fallimento di una società pubblica”, ha detto il consigliere comunale del Pd Giulio Pelonzi a margine dell’assemblea capitolina. “L’iter non finisce qui, perché la delibera così com’è, se approvata va in Regione. E il provvedimento così com’è in Regione lo bocciano e passerebbero almeno altri tre anni – ha aggiunto Pelonzi – Noi crediamo che sia un atto che non solo non risolve il problema ma crea danni ai cittadini, perché in Investimenti Spa ci sono Comune e Regione e quindi sono sempre i cittadini che pagano”. Poi il consigliere ha aggiunto, rispetto alle ipotesi di privatizzazione della società Investimenti Spa, che hanno trovato spazio sui media in passato, che “Noi non abbiamo in mente il tema dei soci privati ma dei soci pubblici e quindi del Comune.”. Infine, Pelonzi ha sottolineato che dal momento che la delibera viene votata in aula “è l’aula che si assume la responsabilità in soldoni di questa delibera: questa responsabilità se l’assumono i consiglieri e non gli uffici. In caso di fallimento di Investimenti Spa si parla di 60 milioni di danno per il Comune. Inoltre questo crea anche un calo delle entrate per il Comune di Roma, e non credo che Minenna sia felice di questa delibera”.

La replica della Camera di Commercio

Intanto la Camera di Commercio replica a Berdini in quattro punti:
: 1) Non e’ vero, come affermato dall’assessore Berdini, che il Comune delibera oggi per la prima volta sull’ex Fiera di Roma. E’ già successo nel 2005 e nel 2015. Questa è la terza volta. Non e’ vero, poi, che Investimenti Spa non abbia mai parlato in questi ultimi anni: ci sono decine di interventi, interviste e articoli in cui i vertici di Investimenti Spa mettono in guardia il Comune sui pericoli della mancata approvazione della delibera sull’ex Fiera. Insomma, è da anni e in maniera continuativa che Investimenti Spa e la CCIAA di Roma mettono sul tavolo del Campidoglio questo problema.
2) Non e’ vero che questa delibera odierna ha accorciato i tempi dell’iter: tutti gli atti erano gia’ pronti da mesi e dovevano solo essere inviati alla Regione Lazio. Cosa che non e’ stata fatta. Di fatto l’assessore Berdini i tempi li ha allungati.
3) La delibera proposta dall’assessore Berdini e approvata dal Consiglio comunale crea un danno pubblico. Un danno ai soci di Investimenti Spa e un danno ai cittadini romani che si trovano depauperata un’area cittadina che poteva essere valorizzata in maniera migliore. La prima delibera, nel 2005, prevedeva 288mila metri cubi, poi si e’ passati a 216mila metri cubi nel 2015 e oggi siamo scesi a 130mila metri cubi: meno della volumetria esistente. Un danno che mina anche gli equilibri finanziari delle societa’ coinvolte con il serio rischio che Roma si ritrovi, in tempi brevi, senza una sua Fiera con conseguenze gravi, in primis, per i lavoratori e i fornitori.
4) Vista la volontà del Comune non solo di non concertare, ma neanche di informare i soci pubblici ovvero CCIAA Roma e Regione Lazio, l’Istituzione camerale valuterà, a settembre, la possibile uscita da tutte le partecipate e dalle iniziative in cui collabora con il Comune di Roma a partire da Investimenti Spa.