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Luigi Di Maio dice che non ha chiesto le dimissioni di Lotti perché indagato

luigi di maio raggi lotti

Luigi Di Maio, a margine dell’incontro con i lavoratori della K-Flex di Roncello (Monza), ha parlato della mozione di sfiducia depositata dal MoVimento 5 Stelle nei confronti del ministro Luca Lotti, sostenendo di non averla chiesta perché è indagato: «Non abbiamo chiesto le dimissioni del ministro Lotti perché è indagato altrimenti avremmo dovuto presentare decine di mozioni di sfiducia ai membri del governo Gentiloni. Noi abbiamo chiesto le dimissioni di Lotti perché in questo momento viene fuori un atteggiamento spregiudicato sia Di membri del governo sia Di quello che viene definito giglio magico sulla vicenda Consip. Finché non sarà chiarita questa vicenda, questo ministro insieme al resto del Giglio magico devono restare lontani dalle istituzioni perche’ la loro spregiudicatezza è inquietante”.

Poi Di Maio ha paragonato i casi della Raggi e di Lotti, evidenziano quelle che a suo parere erano le differenze: ♫A me non risulta che abbiamo preso soldi da qualcuno che in questo momento sta in galera, non mi risulta che ci sia niente di paragonabile. Se nell’ambito di un’inchiesta viene fuori che qualcuno ha preso una bustarella non bisogna neppure aspettare un avviso di garanzia», ha detto. La frase di Di Maio ha suscitato qualche polemica politica: “La spregiudicatezza di Di Maio è impressionante. Insinua che Lotti abbia preso delle bustarelle? Lo dica chiaramente. Ma quelli come lui, quelli come Di Maio distillano veleno lentamente, alimentando la cultura del sospetto, infangano con l’obiettivo di far dimenticare in che palude si trovano. Hanno una sindaca plurindagata, attorniata da gente arrestata o indagata a sua volta. Firme false e parlamentari che fanno scena muta. Gente che non si è fatta scrupolo di uscire da un funerale recitando il mantra onestà, onestà quando già l’eco di quelle parole era omertà,omertà. A Quarto, a Palermo a Roma. I 5 stelle sono portatori di una ributtante doppia morale”, ha detto il deputato PD ex Scelta Civica Andrea Romano. In realtà Di Maio si riferiva ai finanziamenti di Alfredo Romeo alla fondazione di Renzi; la dichiarazione completa infatti è questa: «Finché non sarà chiarita questa vicenda che ricordo vede un imprenditore in galera per corruzione e che è lo stesso imprenditore che ha dato 60mila euro alla fondazione di Matteo Renzi, questo ministro insieme al resto del giglio magico devono stare lontano dalle istituzioni».

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