Opinioni

Lorenzo Guzzetti: il sindaco che cazzia la solita mammina informata sui vaccini

lorenzo guzzetti

Lorenzo Guzzetti, sindaco di Uboldo in provincia di Varese, già famoso su internet per il decalogo sui traumatizzati dalla neve, ha pubblicato su Faceboook la risposta a una “mammina informata” che gli chiedeva di disapplicare il decreto Lorenzin sui vaccini nel suo comune. La risposta è talmente netta e contiene la risposta a tante affermazioni fantasiose che vale la pena riprodurla per intero:

Pensavo fosse uno scherzo invece era vera la lettera che stasera mi sono ritrovata sulla scrivania inviatami da una mamma del mio paese riguardo l’obbligo dei vaccini.
Pubblico la risposta che alla signora arriverà perchè sia da monito per tutti i genitori di Uboldo e non solo.
Non è corta, ma vi chiedo la gentilezza di leggerla tutta.
Lorenzo
Gentile Signora,
ho letto con parecchia preoccupazione le sue riflessioni che terminano chiedendomi di emettere “un’ordinanza urgente e contingibile” per “sospendere immediatamente l’applicazione del c.d. Lorenzin 73/2017, convertito in Legge 119/2017”.
Ho letto con preoccupazione le sue riflessioni perché credo che Lei non sia solo l’emblema del fallimento totale della nostra società, ma anche ritengo che lei rappresenti pienamente il baratro culturale e sociale dentro al quale stiamo sprofondando sempre di più.
Lei nella lettera utilizza affermazioni astruse come “regime da ventennio”, bolla la legge come “incostituzionale” (fino a prova contraria, cioè della Corte Costituzionale, se il Presidente della Repubblica firma la legge quella è legge, e Le rammento en passant che il nostro presidente è un ex giudice di quella Corte…), cita la “Convenzione di Oviedo” tirando fuori frasi degne di una bella ricerca su Google, addirittura arriva a essere Lei stessa giudice della Corte Costituzionale citando l’art.32 della nostra Carta…
Lei fa paura, cara Signora.
“I genitori obiettori sono stanchi di essere considerati come degli scellerati che non hanno a cuore la salute dei propri figli.”
Voi non siete considerati scellerati, voi SIETE SCELLERATI.
Perché LA SCIENZA NON E’ DEMOCRATICA.
Di quello che pensa LEI e quattro imbecilli che si divertono a fare gli scienziati e i medici patentati con Google, la scienza non sa che farsene.
Guardi che se cerca bene troverà anche qualche cretino che sostiene che 2+2 non fa 4 ma 5.
E lei probabilmente tra un anno mi scriverà dicendo che è incostituzionale insegnare a scuola che 2+2 fa 4 perché può anche fare 5.
O forse, tra un anno, Lei scoprirà che esistono dei guru su internet che sostengono che il genere sessuale non dipende dai cromosomi che fino a prova contraria dicono che un feto può nascere o femmina o maschio, ma che ogni bambino/a può scegliere durante la crescita a quale sesso aderire.

lorenzo guzzetti

E lei, allora, mi scriverà chiedendo un’ordinanza contingibile e urgente per far sì che nelle scuole vengano rimosse, in nome della “libertà di scelta”, quelle odiose targhette sui bagni della scuola con scritto MASCHI e FEMMINE.
Mi scusi signora se io mi fido molto più di DOTTORI, MEDICI o PROFESSORI UNIVERSITARI che mi dicono “LORENZO, SEI UN PERSONAGGIO PUBBLICO E UN’ISTITUZIONE. DIFFONDI PER FAVORE IL MESSAGGIO DI VACCINARE PERCHE’ ARRIVANO IN OSPEDALE BAMBINI CHE MUOIONO O RESTANO GRAVEMENTE DISABILI PERCHE’ I GENITORI NON LI HANNO VACCINATI.”
Mi scusi se io mi fido della scienza e di commissioni mediche che hanno determinato questa scelta perché un branco di idioti, sventolando il vessillo della “libertà di scelta”, ha deciso dopo essersi informata da delle Vanna Marchi della medicina o da Google che il proprio figlio non doveva essere vaccinato.
Le racconto un episodio accaduto a me.
L’anno scorso in una farmacia di Rimini mi capitò di trovarmi in coda dietro a una mamma che arrivò davanti alla farmacista dicendo: “mio figlio si è tagliato e non ha mai fatto l’antitetanica. Ho letto su internet che basta l’acqua ossigenata, mi può dare un flacone?”
La farmacista, con gli occhi iniettati di sangue, ha guardato quella demente (perché tale era) e Le ha detto: “guardi signora, vada immediatamente in Ospedale e porti il bambino altrimenti io consegnerò alle Forze dell’Ordine il filmato a circuito chiuso della Farmacia e la farò rintracciare entro le prossime 12 ore.”
Al che la signora si è girata, mi ha guardato e io laconicamente ho risposto: “io sono un pubblico ufficiale che non ha competenza in questa città, ma a Lei conviene fare quello che ha detto la Dottoressa subito perché io lascio i miei estremi alla Dottoressa e Le assicuro che la troveremo.”
Leggendo e rileggendo la sua lettera mi sono sempre più convinto che la teoria che sostengo da anni sia oggi, con genitori come Lei, più vera che mai.
Per essere genitore non basta la capacità fisica di mettere in pratica un buon rapporto sessuale completo (sulla qual cosa, immodestamente, sento di poter concorrere in futuro al premio di “Padre dell’Anno”…) o un certificato dell’Ufficio Anagrafe che attesta che una persona è genitore di un’altra.
Per fare il genitore bisogna ESSERE GENITORI dentro.
Bisogna avere una maturità intellettuale, sociale, culturale per poterlo essere.
E oggi, ahinoi, scopriamo che forse siamo arrivati al punto che dobbiamo chiederci davvero se la nostra società abbia ancora spazio per ospitare gente folle come Lei o è meglio intervenire prima perché VOI METTETE A RISCHIO DI MORTE O DI SERIE COMPLICAZIONI NON SOLO I VOSTRI BAMBINI MA I BAMBINI DI TUTTI.
Per questo motivo io credo che la Legge Lorenzin sia una legge sbagliata.
E’ una legge sbagliatissima su una cosa che il Ministro ha colpevolmente omesso.
Non solo bisogna VIETARE a questi bambini di accedere nelle scuole di ogni ordine e grado.
Nella Legge bisognava IMPORRE (I-M-P-O-R-R-E) AI SINDACI DI TOGLIERE D’UFFICIO LA PATRIA POTESTA’ a genitori scellerati come Lei.
Non le porgo i miei più cordiali saluti perché anche io applico la “libertà di scelta” e la faccio applicare anche a Lei: scelga Lei liberamente il luogo dove vorrei mandarla in questo momento e che, Le assicuro, potrà individuare liberamente in una sola e incisiva parola.
Lorenzo