Q&A

L'Italia digitale agli ultimi posti UE

Andrea Biondi sul Sole 24 Ore riporta l’analisi annuale di Bruxelles sul Digital Economy and Society Index (DESI) nei paesi europei che vede l’Italia al 25esimo posto su 28: peggio di noi hanno fatto solo Grecia, Bulgaria e Romania. Anche se Roma si trova nel gruppo dei paesi con tassi di crescita maggiori, il ritardo accumulato negli anni è difficile da colmare.

In realtà, a leggere le cronache dello scorso anno anche allora l’Italia era 25esima. Ma l’aggiornamento della Ue ha fatto perdere una posizione in classifica: superati dalla Croazia. «Nell’ultimo anno – si legge nel report – ha fatto pochi progressi in relazione alla maggior parte degli indicatori». E in più: «Le prestazioni dell’Italia sono ancora inferiori a quelle della Ue». Al punteggio che relega l’Italia nei bassifondi del ranking europeo si arriva miscelando 30 indicatori, con dati al 2015, tranne 4 al 2014. La Ue riassume poi i risultati in cinque categorie: connettività; competenze digitali; propensione all’uso dei servizi digitali; integrazione delle tecnologie digitali nel business; digitalizzazione dei pubblici servizi.
Si arriva a un indice sintetico con un punteggio che per l’Italia è 0,4 a fronte di una media Ue di 0,52. Danimarca (0,68), Paesi Bassi e Svezia (0,67) sono lontani. Dietro a questi numeri ci sono tutta una serie di dati. E quindi a livello generale si scopre, per esempio, che nei 28 Paesi della Ue il 71% delle famiglie ha accesso alla banda ultralarga (almeno 30 Mbit al secondo di velocità in download) rispetto al 62% dell’ultima rilevazione. E anche il numero di abbonamenti alla banda larga (sopra i 2 Mbps) mobile è in aumento: da 64 per 100 abitanti nel 2014 ai 75 attuali.

italia digitale
Digitale: la classifica 2016 dei paesi UE (Il Sole 24 Ore, 26 febbraio 2016)