Opinioni

Le tappe in Italia dei terroristi di Bruxelles e Parigi

El Bakraoui e Salah, due dei membri della cellula che ha pianificato e realizzato gli attentati di Parigi e Bruxelles. E poi Ouali, l’algerino che avrebbe fornito i documenti falsi allo stesso Salah e ad altri due terroristi, e Mohammed Lahlaoui, un marocchino arrestato in Germania due giorni dopo le stragi di Bruxelles sul cui telefono la polizia ha trovato collegamenti con uno dei kamikaze di Zaventen. Diverse tracce dei terroristi che hanno colpito il cuore dell’Europa portano in Italia e, sebbene gli accertamenti finora svolti da intelligence e antiterrorismo non hanno consentito di individuare la presenza nel nostro paese di una filiera stabile o di soggetti che possano aver offerto appoggio ai terroristi, si stanno nuovamente verificando tutte le informazioni, incrociando i dati, ricostruendo i contatti e l’eventuale rete logistica. Partendo dai nomi emersi dalle indagini di Parigi e Bruxelles ma allargando le verifiche anche a tutta una serie di soggetti, alcune decine, da tempo sotto osservazione perché ritenuti a rischio. Un lavoro lungo che passa attraverso una nuova analisi di chat, profili social e tabulati telefonici, dei contratti di affitto di auto e appartamenti, dei pagamenti effettuati con carte di credito e bancomat. Un lavoro che sconta un vizio all’origine, la scarsa circolazione delle informazioni d’intelligence a livello europeo, e che va di pari passo con la mancata approvazione del Pnr, il registro europeo dei passeggeri: due strumenti che consentirebbero un reale coordinamento tra i paesi e una prevenzione più efficace. In questa infografica del Messaggero si riepilogano i movimenti dei terroristi in Italia:

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Le tappe in Italia dei terroristi di Bruxelles e Parigi (Il Messaggero, 29 marzo 2016)

Proprio la vicenda di El Brakraoui ne è un esempio lampante: il terrorista che si è fatto saltare nella metro di Maelbeek, ha ricostruito Sky Tg24, alle 8.25 del 23 luglio scorso è atterrato all’aeroporto di Treviso con un volo Ryanair proveniente da Bruxelles. Il biglietto era stato acquistato con carta di credito da un altro uomo, Abderahman Benamor. Al momento del check-in El Bakraoui si è registrato con un documento d’identità belga. Il giorno dopo Khalid viene registrato su un volo Volotea in partenza dall’aeroporto di Venezia alle 6 con destinazione Atene e nelle 22 ore che resta in Italia pernotta presso l’hotel Courtyard by Marriott Venice Airport di Venezia. A quell’epoca El Bakraoui era ricercato dalle autorità belghe, che però non avevano inviato nessuna segnalazione all’Italia. Una settimana dopo Khalid, è la volta di Abdeslam Salah: il 1 agosto è a Bari, in auto con un amico, per imbarcarsi per la Grecia. Nei quattro giorni successivi sparisce – gli investigatori ipotizzino possa essere arrivato anche in Siria – e si ripresenta a Bari con il traghetto proveniente dalla Grecia il 6 mattina. Nel suo viaggio di ritorno verso Bruxelles utilizza 3 volte la carta di credito, per fare rifornimento, e poi lascia l’Italia. Al di là di Salah, Bari è un crocevia importante, tanto che i pm hanno un’indagine aperta che mira ad accertare se il capoluogo pugliese sia diventato una base per il supporto logistico e la fornitura di documenti a foreign fighters di ritorno da Siria e Iraq.