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Le intercettazioni di Andrea Agnelli su Juve e ndrangheta

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L’Huffington Post ha pubblicato ieri una serie di intercettazioni di Andrea Agnelli al termine dell’audizione di Luigi Chiappero, avvocato del club, in commissione antimafia. Il 4 agosto scorso, più di un mese dopo l’operazione “Alto Piemonte” con l’arresto per mafia dell’ultrà Rocco Dominello (a cui la Juve cedeva biglietti), il security manager Alessandro D’Angelo e Agnelli cercano di ricordare l’incontro svelato da Dominello ai pm: “Li vedevo a gruppi – dice il presidente -. In Lamse è venuto anche Mocciola (Dino, capo dei“Drughi”,ndr) e io li vedevo ogni sei mesi, una volta all’anno”.Nel 2014 i due parlano di un incontro con Loris Grancini, il leader dei Vikings a cui il tribunale di Torino ha annullato il Daspo: “Il problema è che questo ha ucciso gente…”, dice Agnelli. “Sì, ha mandato a uccidere…”, precisa D’Angelo.
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L’avvocato della Juventus ieri ha chiesto la desecretazione degli atti dell’inchiesta: Nel corso dell’audizione, ha spiegato il legale conversando con i cronisti, “mi sono stati letti un paio di passaggi (di intercettazioni telefoniche, ndr) che francamente io negli atti non ho trovato. Quindi vorrei rendermi conto di quanto viene scritto, vorrei leggere”. I passaggi in questione, ha detto la presidente della commissione, Rosy Bindi, nel corso dell’audizione, dimostrerebbero l’esistenza di rapporti tra Agnelli e Rocco Dominello, tifoso riconducibile alla ‘ndrangheta.
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