Politica

Le ASL da tagliare

«Ma vi sembra normale che ci siano regioni con 7 provincie e 22 Asl? E’ una esagerazione. Se c’è accordo con le Regioni, perché tocca a loro intervenire, possiamo essere in condizione di ridurre le poltrone dei manager delle Asl e applicare i costi standard»: così ha detto il premier Matteo Renzi venerdì sera sul problema dei risparmi da ottenere nella sanità, oggi la replica di Zaia, presidente della Regione Veneto, presa come esempio dal presidente del Consiglio, che si dice allibito dalle sue parole. Interviene anche la Fiaso, Federazione delle aziende Sanitarie ed ospedaliere: «Il problema non e’ quello di ridurre le poltrone dei manager delle Asl, ma di averne bravi e capaci di centrare gli obiettivi di risparmio», afferma il suo presidente Francesco Ripa di Meana. «Prendo atto che il Presidente del Consiglio dello Stato italiano – dice Zaia – sfrutta la sua veste istituzionale per fare campagna elettorale. E’ gravissimo, ma lo avevamo già intuito. E’ ancor più grave che lo faccia dicendo stupidaggini. Intanto – aggiunge – informo il disinformato Renzi che in quella Regione, cioè il Veneto, le Asl sono 21 e non 22».
Il governatore leghista spiega poi che «il Veneto ha i conti della sanità in attivo da 5 anni, senza introdurre mai addizionali Irpef regionali (unico in Italia) e senza mettere ticket se non quelli imposti da leggi nazionali. I direttori delle 21 Asl venete sono quelli che hanno prodotto la minor spesa sanitaria pro capite in Italia secondo dati Istat. Il Veneto è la Regione con il minor tasso di ospedalizzazione d’Italia (7 giorni contro 30 in altre Regioni), il che vuol dire che mentre altrove si cura un solo paziente in Veneto se ne curano, bene, ben quattro. Visto che vuole tanto occuparsi di sanità, di costi di siringhe e di costosità delle Asl ,dimostrando però di saperne ben poco, faccia l’unica cosa da fare: imponga subito, e a tutti, l’applicazione rigorosissima dei costi standard e capirà la differenza».

asl da tagliare
Le ASl nelle regioni italiane (Corriere della Sera, 12 aprile 2015)