Opinioni

Le allusioni di Mineo su Renzi e una donna "bella e decisa"…

Matteo Renzi e Corradino Mineo sono agli stracci. E quindi non stupisce che la polemica sull’addio al PD del giornalista diventato senatore con Pierluigi Bersani raggiunga livelli piuttosto bassi. Ha cominciato ieri il premier con una dichiarazione tratta dalle interessantissime (certo…) anticipazioni del libro di Bruno Vespa:

“Corradino Mineo? Un anno fa annunciò le dimissioni da senatore dopo aver offeso in modo squallido i bambini autistici. Disse: ho sbagliato, me ne vado. È sempre lì, a spiegare come va il mondo. Al massimo si dimette dal Pd, ma la poltrona non la lascia, per carità”.

corradino mineo
Gli ha risposto oggi Mineo, prima raccontando che sulla questione delle dimissioni lui aveva mandato un sms proprio a Renzi, che quest’ultimo ha rivelato:

Diciamo che Matteo Renzi non ha stile. Non ho mai manifestato l’intenzione di dimettermi dal Senato, se non in un sms che mandai proprio a lui, disgustato dall’attacco volgare e strumentale che mi aveva mosso davanti all’assemblea del Pd, dopo la vittoria alle Europee. Fu poi Gianni Cuperlo, a riprendermi per i capelli e spiegarmi che la politica, ahimè, è anche questo -scorrettezza cialtrona- e che bisogna saper resistere. Grasso mi ricordò che avevo un mandato da onorare.

Mineo nell’occasione prima stigmatizza chi rivela conversazioni private, poi allude a non meglio precisate subalternità di Renzi a donne belle e decise:

Ma Renzi non si fa scrupoli, rivela conversazioni private, infanga per paura di essere infangato. E sa che io so. So quanto si senta insicuro quando non si muove sul terreno che meglio conosce, quello della politica contingente. So quanto possa sentirsi subalterno a una donna bella e decisa. Fino al punto di rimettere in questione il suo stesso ruolo al governo. Io so, ma non rivelo i dettagli di conversazioni private. Non mi chiamo Renzi, non frequento Verdini, non sono nato a Rignano.

Le frasi di Mineo sono insinuanti ma non consentono di comprendere con certezza con chi ce l’abbia. Si potrebbe trattare di Maria Elena Boschi, ma non si capisce molto che cosa c’entri il suo stesso ruolo al governo. Si potrebbe trattare di Anna Ascani, dipinta in queste settimane come vicina, vicinissima al premier e aspirante a un ruolo di ministro (ma anche qui, che c’entra il suo stesso ruolo al governo?). Finito di insinuare, possiamo aprire il contest: chi è peggio? Chi rivela conversazioni privati o chi fa allusioni su conversazioni private senza spiegare pienamente cosa intende, mandando così messaggi pericolosi e inquinando il dibattito pubblico? Ad occhio, si direbbe entrambi.

Alessandro D'Amato

Il direttore di neXt Quotidiano