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La storia di Sgarbi che celebrerà le nozze gay a Rovigo (è una sciocchezza pericolosa)

vittorio sgarbi massimo bergamin

Il Gazzettino del Nord Est scrive oggi che sarà Vittorio Sgarbi a celebrare le prime nozze gay a Rovigo. Il sindaco Massimo Bergamin è infatti uno dei primi cittadini che ha deciso di farsi pubblicità sulla pelle dei suoi cittadini che pagano le tasse e dovrebbero ricevere servizi dal Comune annunciando che si rifiuterà di celebrare in prima persona le unioni civili. Poco male, visto che ogni sindaco può delegare (di solito un consigliere) a celebrare al suo posto. Ma qui il problema è che i due ragazzi che avrebbero dovuto celebrare la cerimonia avevano scelto di farsi “unire civilmente” dalla consigliera del Partito Democratico e capogruppo in Comune Nadia Romeo. Il sindaco, con questa teatrata di Sgarbi delegato a celebrare, sta di fatto negando alla coppia la possibilità di scegliere il celebrante di fiducia.

La storia di Sgarbi che celebrerà le nozze gay a Rovigo (è una sciocchezza pericolosa)

Il tutto per mettere in scena un teatrino a cui a quanto pare Sgarbi un po’ si presta, visto che al Gazzettino dice: «Ho un’agenda molto fitta. Il 17 settembre sarò a Fabriano, ma se ci mettiamo d’accordo sull’orario e se i due sposi lo vorranno celebrerò io il matrimonio». Di certo il critico d’arte è animato da buone intenzioni visto che aveva criticato Bergamin dopo l’intervista del primo cittadino a Repubblica. Simone Bovolenta e Luca Vettorello, i due che vogliono celebrare la loro unione a Rovigo, potrebbero dover decidere di avere come celebrante Sgarbi invece che la Romeo per ghiribizzo del sindaco, il quale sa benissimo della richiesta dei ragazzi ma vuole usare la sua carica per fare lo spiritoso. Sgarbi è evidentemente animato da buone intenzioni visto che in un video postato alla fine di luglio sul suo profilo Facebook si era offerto per chiara provocazione al sindaco di Rovigo allo scopo di spiegare che il rifiuto dei primi cittadini era una boutade.

I primi cittadini che si rifiutano di celebrare le unioni civili vanno incontro al rischio del commissariamento: il sindaco è obbligato a celebrare le unioni civili o, in subordine, a delegare qualcuno per suo conto come succede anche per i matrimoni, in comuni grandi come Roma o Milano. Se si rifiuta incappa nel codice penale con il reato di omissione di atti d’ufficio ma, soprattutto, si va incontro al commissariamento. In questo caso il sindaco non si sta tecnicamente rifiutando visto che ha scelto un delegato, ma sta di fatto ostacolando l’esercizio di un diritto. Certo, Sgarbi è persona così coerente anche per mettersi di punta e venire ogni fine settimana a Rovigo per far dispetto al sindaco, ma a quanto pare i due interessati non sembrano gradire per niente. Anche perché può creare un precedente: visto l’attention whoring di tante giunte, chissà quanti arriverebbero in breve a percorrere la stessa strada per rimediare un’intervista sui giornali. Sarebbe il caso di finirla con questa sciocchezza pericolosa.