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Come il Procuratore di Catania alimenta senza prove i sospetti sulle ONG

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Oggi Agorà ha mandato in onda un’intervista al Procuratore Capo di Catania Carmelo Zuccaro che ha aperto un inchiesta conoscitiva sull’operato delle ONG che operano nel Mediterraneo. Stando ad alcuni rapporti infatti c’è chi ipotizza che le Ong che operano per il salvataggio in mare dei migranti collaborino con i trafficanti. L’intervento di Zuccaro, che lancia accuse pesanti contro non meglio specificate Ong è però alquanto irrituale. Il Procuratore infatti non fa nomi ma lancia accuse pesantissime contro le organizzazioni umanitarie.

Le Ong e i salvataggi in mare nel Mediterraneo

La faccenda poi è ancora più strana se si considera che qualche giorno fa Zuccaro perlò di “un’analisi su un fenomeno che stiamo studiando da tempo” precisando che non c’erano al momento indagati o ipotesi di reato. La Procura di Catania stava solamente “facendo un ragionamento molto attento, ma non ci sono gli elementi per aprire un fascicolo, soltanto per proseguire la nostra analisi”. Anche Stefano Screpanti, capo del III Reparto Operazioni del Comando generale della Guardia di finanza, ascoltato dalla Commissione Difesa del Senato ha escluso la possibilità che ci siano connivenze tra Ong e scafisti: «Ad oggi, allo stato attuale delle nostre conoscenze, non ci sono evidenze investigative tali da far emergere collegamenti di sorta fra ong e organizzazioni che gestiscono il traffico di migranti o ambienti comunque vicini».
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Oggi invece ad Agorà Zuccaro ha detto tutt’altro. Prima ha detto che il modo in cui viene effettuato il salvataggio in mare “non fa diminuire il numero dei morti”, un’affermazione che non è supportata da dati certi. Ad esempio il rapporto 2016 della Guardia Costiera sulle attività Sar (Search and Rescue) ha calcolato un aumento dei soccorsi in mare del 52% mentre i decessi sono aumentati del 23%. C’è una correlazione diretta? La Guardia Costiera non lo dice. Sappiamo però che i flussi migratori lungo la rotta che passa per il Canale di Sicilia sono aumentati.

La storia dei rapporti tra Ong e trafficanti

Ci sono da tenere in considerazione anche altri due elementi fondamentali. Il primo riguarda il fatto che la maggior parte dei soccorsi non è svolta dalle Ong ma dalla Guardia Costiera e dalla Marina Militare. La seconda è che l’area Sar dove si effettua il maggior numero dei soccorsi in mare si è progressivamente avvicinata alle coste libiche. Questo perché, come certifica la Guardia Costiera, gli scafisti non danno più i telefoni satellitari ai migranti. Rispetto al 2015 nel 2016 il numero di telefoni satellitari trovati a bordo dei gommoni è calato del 56%. Inoltre va tenuto conto di altre condizioni “peggiorative” quali ad esempio il fatto che gli scafisti ora utilizzano gommoni che non sono in grado di effettuare la traversata.

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Le aree di maggior concentrazione delle operazioni di soccorso (fonte: Guardia Costiera)

Frontex, nel suo famoso rapporto, sostiene che le Ong svolgano involontariamente la funzione di “pull factor”. Vale a dire che la loro presenza costituisce un movente per gli scafisti che mandano in mare i gommoni sapendo che saranno raccolti dopo qualche decina di miglia. Questa sempre essere la stesa tesi di Zuccaro quando dice: «Se un natante di una Ong si porta a ridosso delle spiagge libiche non esiste in quel momento quella situazione di pericolo che giustifica l’intervento». Non si può non rilevare l’infelice scelta di parole del Procuratore. Le Ong infatti operano al di fuori del limite delle acque territoriali libiche (ovvero oltre le 12 miglia nautiche) e non quindi “a ridosso”. Curiosamente anche la missione EUNAVFOR MED è accusata di fare da pull factor.

Lo stato delle indagini di Zuccaro

Il problema di tutta questa faccenda è che Zuccaro ipotizza rati gravissimi a carico delle Ong ma al tempo stesso dice che non ci sono ipotesi di reato né ci sono persone iscritte nel registro degli indagati.

Se dalla Libia partono delle telefonate e dicono loro “possiamo mettere in mare queste imbarcazioni anche se c’è il mare agitato”. E da parte loro si risponde “fate tranquillamente tanto siamo a ridosso lo potete fare”. Lì la Convenzione di Amburgo non è assolutamente applicabile. Ora è chiaro che bisogna distinguere tra Ong e Ong. Quelle che operano da tanto tempo su tutti gli scenari internazionali facendo un gran bel lavoro, parlo di Medici senza frontiere e Save the children, che sono organizzazioni che hanno certamente scopi umanitari.

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Fonte: http://www.mit.gov.it/mit/mop_all.php?p_id=25691

Infatti nell’intervista Zuccaro dice “a mio avviso” e fa ipotesi a titolo personale sul ruolo delle Ong in un fantomatico piano di destabilizzazione dell’economia italiana che ci sembra inverosimile. In che modo l’afflusso di migranti destabilizza l’economia? Zuccaro non si spinge più in là nelle sue ipotesi. A questo bisogna aggiungere anche che il primo vicepresidente della Commissione Ue, Frans Timmermans, ha detto che non ci sono prove di rapporti tra Ong e trafficanti di uomini.
 

«Adesso faccio delle ipotesi e ne parlo. Dovrei in teoria prima fare degli accertamenti…»

Invece che fare delle ipotesi prima di fare degli accertamenti non avrebbe fatto meglio il Procuratore a trovare prima un riscontro di quanto ipotizza? In questo modo rischia di mettere a repentaglio l’attività delle Ong e di continuare ad alimentare quel cortocircuito mediatico che si è creato in questi giorni.

A mio avviso le Ong potrebbero essere finanziate, alcune Ong, dai trafficanti. So di contatti. Un traffico che oggi sta fruttando quando il traffico della droga. Moltiplicate 8.500 per seicento euro circa che è il costo di ogni viaggio e avrete delle cifre che sono abbastanza significative. Potrebbe anche essere – e la cosa è forse ancora più inquietante – che si perseguono da parte di alcune Ong finalità diverse. Di destabilizzazione dell’economia italiana. Chi volesse per esempio speculare su una situazione di debolezza economica dell’Italia che non c’è dubbio viene incrementata da un afflusso di migranti incontrollato. Senza dubbio ne avrebbe dei vantaggi.

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Quando un Procuratore parla così sta parlando da uomo delle istituzioni, che ha in mano elementi probanti oppure da comune cittadino? Zuccaro dice di “sapere di contatti”, ma dice anche che sta facendo delle ipotesi senza aver fatto accertamenti. Come ha sottolineato Enrico Mentana: perché lasciarsi andare a congetture su un’inchiesta conoscitiva condotta dal proprio ufficio?