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La storia del figlio della signora Biagini morto per overdose

La residente del Pilastro che ieri sera ha indicato a Matteo Salvini l’appartamento dei presunti “spacciatori tunisini” facendo nome e cognome del ragazzo diciassettenne accusandolo di spaccio ha spiegato che suo figlio, malato di SLA, è morto per overdose quando la malattia stava peggiorando

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Anna Rita Biagini, la residente del Pilastro che ieri ha accompagnato Matteo Salvini a suonare i campanelli a presunti spacciatori racconta al Corriere della Sera di «non avere paura per essersi mostrata vicino a Salvini, anche perché tutti sanno che denuncio gli spacciatori e il degrado della zona, piuttosto ho paura certe sere a uscire». A Mattino 5 Salvini questa mattina l’ha definita «una mamma, che ha perso un figlio per droga, ha denunciato lo spaccio nel suo quartiere».

Il figlio della signora Biagini, la SLA e l’overdose

Il Corriere di Bologna scrive che «durante il giro al Pilastro del leader leghista, la 61enne ha raccontato a Salvini di aver perso suo figlio all’età di trent’anni a causa in un’overdose». Ed al Corriere della Sera la signora Biagini spiega: «Mio figlio è morto di overdose a trent’anni, per questo combatto lo spaccio. In realtà lui era malato di Sla e purtroppo era tossicodipendente. Quando le suoi condizioni erano peggiorate tanto da ridurlo su una sedia rotelle ha deciso di farla finita e lo ha fatto nel modo che conosceva, facendosi una dose letale».

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Un suicidio quindi, una scelta dettata dalla malattia che – a quanto pare di capire – pensava non gli avrebbe lasciato scampo. Non una overdose accidentale come capitava spesso negli anni Ottanta ai tossicodipendenti. Chissà se prima o poi Salvini farà una riflessione sulle persone che si trovano nella stessa condizione del figlio della signora. Nel frattempo su Facebook la signora Biagini – che in queste ore è oggetto di critiche ed attacchi – ci tiene a ribadire che «il mio lutto sono cazzi miei» e che il figlio aveva la SLA.

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In un altro commento scrive che «il Capitano non ha assolutamente detto nulla su mio figlio». Ma non è vero perché Salvini ha dedicato tweet e dichiarazioni alla vicenda del figlio morto per droga.

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Oggi a Fanpage la signora Biagini ha spiegato di aver iniziato la sua battaglia contro la droga e gli spacciatori proprio dopo la morte del figlio: «era purtroppo tossicodipendente e malato di Sla, si è suicidato con una overdose quando aveva trentanni» e da allora collabora in maniera informale con le forze dell’ordine segnalando i casi di spaccio e le persone che vendono le sostanze stupefacenti. A Fanpage la donna rivela anche alcuni particolari sulla “passeggiata” salviniana spiegando che l’incontro avrebbe dovuto essere un incontro privato per fare due chiacchiere sulle condizioni del quartiere e che era stato organizzato qualche ora prima con i vertici della Lega (all’inizio del video un uomo dello staff suggerisce alla signora come e dove posizionarsi e di parlare più lentamente). Non si sente usata da Salvini ma, confessa, «se sapevo che sarebbe finita così non avrei accettato»

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