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La rivolta nel PD sui vitalizi

Come ampiamente previsto, la legge Richetti sui vitalizi approdata al Senato trova i suoi maggiori critici tra i senatori del Partito Democratico. A uscire allo scoperto per primo è stato Ugo Sposetti, ex glorioso tesoriere dei Democratici di Sinistra, che ha annunciato l’intenzione di mettersi alla guida di una fronda per bocciare la legge. A lui si sono aggiunti ieri Luigi Manconi e Rosaria Capacchione.

La rivolta nel PD sui vitalizi

“È una legge pericolosissima, oltre che incostituzionale”, ha detto ieri all’AdnKronos la Capacchione. Premesso che la norma sul ricalcolo per i parlamentari che già godono di un vitalizio “non mi riguarda perché sono alla prima legislatura – osserva la parlamentare – nutro una grossissima perplessità che ritengo insuperabile: essendo una legge ordina ria, si applicherà a tutti”. Questo, secondo Capacchione, “significa che la pensione di mia mamma o di un operaio Fiat potrebbe essere ricalcolata: chi potrà dire di no in quel caso? È una legge pericolosa – insiste – ma non per i parlamentari. E non sono la sola a dirlo. Perché una volta introdotto il principio retroattivo non ci sarà più certezza di nulla. Così apriamo una voragine rischiosissima”. Quindi voterà no al ddl Richetti? “Così com’è la legge è incostituzionale e inutile e quindi destinata ad avere vita breve. Intanto voglio capire se andrà a incidere anche sulle altre persone. Se il testo cambia, valuterò”. Sposetti ha promesso una rivolta in Senato contro il provvedimento approvato alla Camera. Riuscirà a far proseliti? “A giudicare da come sono andate le cose a Montecitorio, dove ci sono altri numeri, devo dire che Sposetti ha ragione. E poi mi fa ridere questa roba di usare i parlamentari come capro espiatorio mentre i dipendenti di Camera e Senato restano in autodichia, con un altro regime… Alla fine – chiosa Capacchione – avremo il privilegio dei burocrati”.

vitalizi ricalcolo abolizione - 2
Fonte: La Repubblica del 27/07/2017

Anche Manconi ha criticato il provvedimento: : “Mi sembra una legge improvvisata, a fortissimo rischio di incostituzionalità. Il minimo che si possa dire è che si debba entrare nel merito, come proposto dal capogruppo Luigi Zanda”. Matteo Richetti su Facebook è tornato a difendere la sua legge: “Per me il provvedimento che ha l’obiettivo di riportare tutti i vitalizi, compresi quelli maturati in passato, secondo il criterio contributivo che vale per tutti i lavoratori, è un argomento di lavoro. Lascio a Toninelli e Sposetti il duello rusticano sotto l’ombrellone, quando giocare con le parole e le polemiche giornalistiche non costa nulla. E dal 4 settembre sarò al lavoro, insieme a Zanda e al gruppo Pd al Senato, per chiudere questa vicenda”. Al Senato l’ultima parola.