Politica

La riforma del Senato e gli italiani che dovrebbero fare pace con il cervello

Nando Pagnoncelli pubblica oggi sul Corriere della Sera una serie di sondaggi sulla riforma del Senato e sull’eleggibilità dei senatori, i cui risultati sono palesemente contraddittori. Il 73% del campione dice infatti che preferirebbe che i senatori fossero eletti direttamente dai cittadini e non con il sistema dell’elezione indiretta oggi scelto da Renzi; ma per gli italiani è una buona idea anche il superamento del bicameralismo perfetto, che obbliga a due approvazioni della stessa legge nei due rami del parlamento, che rende più lungo e difficile ogni iter di approvazione delle leggi. Scrive Pagnoncelli:

Dal sondaggio odierno emergono quindi due indicazioni di un certo interesse. La prima riguarda la relativa impermeabilità delle opinioni dei cittadini rispetto al dibattito politico recente e, soprattutto, alla fiducia nei confronti del governo che ha fatto registrare una significativa flessione rispetto al 2014: a differenza di quanto osservato con l’Italicum (i sondaggi fecero registrare profondi cambiamenti nelle valutazioni degli elettori nel volgere di pochi mesi), sulla riforma del Senato gli atteggiamenti sono rimasti sostanzialmente gli stessi rilevati poco più di un anno fa.
La seconda indicazione riguarda il giudizio complessivo sulla riforma del Senato e può essere utile in previsione del referendum confermativo: come si diceva, nonostante il malumore provocato dalla nomina dei senatori da parte dei consigli regionali al posto dell’elezione da parte dei cittadini, prevale nettamente il consenso alla riforma, per lo sfoltimento dei senatori e, soprattutto per il superamento del bicameralismo.

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Il sondaggio di Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera

A queste due indicazioni viene da aggiungerne una terza: sembra lievemente contraddittorio che si auspichi l’elezione diretta dei senatori e nel frattempo che si consideri positivamente lo svuotamento delle funzioni del Senato. Probabilmente i fautori della riforma hanno spiegato male che le due cose vanno a braccetto (che senso avrebbe un Senato depotenziato ma eletto direttamente dai cittadini?). E che è più logico avere una camera depotenziata e non eletta che una camera depotenziata ma fatta di eletti.