Opinioni

La Marcia per la Scienza del 22 aprile

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Il 22 aprile sarà la giornata mondiale della ricerca scientifica. In cento città del mondo ricercatori, studenti, dottorandi e cittadini scenderanno in piazza in occasione dell’Earth Day con la Marcia per la Scienza per difendere la ricerca scientifica dall’assalto dei sostenitori delle pseudoscienze e delle “verità alternative”. In Italia ne sappiamo qualcosa, tra assalti agli stabulari universitari, boicottaggi a Telethon e tentativi di proiettare Vaxxed in Senato. Ma il problema è globale.
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Prove e dati scientifici contro i “fatti alternativi”

L’idea di una March for Science arriva infatti dagli Stati Uniti ed è successiva all’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca. Come è noto il Presidente USA è sostenitore di una serie di teorie anti-scientifiche che spaziano dal negazionismo degli effetti del surriscaldamento globale, che secondo Trump è un concetto inventato dalla Cina per costringere il governo a imporre misure restrittive in campo di emissioni nocive e così rendere l’industria statunitense meno competitiva.

Alle solite teorie sul rapporto tra vaccini e autismo che tanto successo riscuotono anche nel nostro Paese.
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Trump ha annunciato di avere intenzione di tagliare il budget dell’EPA (l’Agenzia per la protezione dell’ambiente) e di molti altri enti di ricerca federale e di sottoporre al vaglio di una commissione politica i report scientifici dell’Agenzia prima della pubblicazione una mossa che sancisce il trionfo degli alternative facts. Ma la decisione della Casa Bianca ha dato vita ad un movimento di scienziati e ricercatori che ha portato all’ideazione della Marcia per la Scienza che ha ricevuto il sostegno di Jeremy Berg direttore di Science. 

La marcia per la scienza del 22 aprile

La manifestazione di sabato non è solo l’occasione per ribadire il primato del metodo scientifico sulle pseudoscienze ma anche per chiedere al governo americano di sostenere concretamente la ricerca scientifica e per ribadire l’indipendenza della ricerca dagli interessi esterni e la sua importanza per la società. In Italia la manifestazione principale sarà a Roma ma sono previste numerose manifestazioni collaterali in diverse città italiane. Nel comunicato gli organizzatori della Marcia per la Scienza italiana riassumono le motivazioni che spingono ricercatori, scienziati e studenti a scendere in piazza per difendere il lavoro scientifico:

È importante ritrovare il ruolo democratico della ricerca scientifica – sia nelle sue finalità, sia nelle modalità di divulgazione – per renderla patrimonio collettivo a beneficio della comunità, non al servizio degli interessi di pochi. Formazione e ricerca di base non sono un inutile lusso o un costoso fardello, ma un prezioso investimento. Ignorare la scienza è auto-distruttivo, come ci ricordano puntualmente fatti di tragica attualità. Bisogna cessare di considerare come imprevedibili fatalità anche quegli eventi che, per mezzo delle nostre attuali conoscenze scientifiche, sarebbero evitabili o potrebbero avere effetti assai meno gravi.

La marcia italiana partirà alle ore 16 da Piazza della Rotonda (Pantheon) per poi concludersi a Campo de’ Fiori. Dalle 17 alle 19 al Villaggio per la Terra sulla terrazza del Pincio in collaborazione con la Coalizione Clima verranno organizzate diverse attività di approfondimento tra cui un  collegamento in video conferenza con i ricercatori della missione in Antartide del CNR e una conferenza con scienziati e ricercatori sulle grandi sfide globali dei cambiamenti climatici e della transizione energetica, sull’uso indiscriminato di risorse naturali, del suolo e dell’acqua e delle inequità sociali che ne derivano, sulle grandi sfide umane della salute, della convivenza pacifica tra uomini in armonia con le forze della natura.