La macchina del funky

Una legge salva ciclisti

legge salva ciclisti

Dopo la morte di Michele Scarponi, Repubblica oggi riepiloga i dati degli incidenti che hanno visto coinvolti ciclisti negli ultimi dieci anni e torna sulla necessità di una legge salva ciclisti:

«Sulle strade è il Far West — tuona Fausto Bonafaccia, presidente di BiciRoma — le amministrazioni a parole si dichiarano amici nostri, poi non applicano le leggi come ad esempio la 366 del ‘98 che prevede di costruire piste ciclabili ogni volta che si costruisce una nuova strada o si fa una manutenzione straordinaria. È da sempre disattesa». Nel frattempo, i dati dei morti (251 nel 2015) e dei feriti (16.259 nel 2015), sono da bollettino di guerra.
Secondo l’Istat, il tasso di mortalità (numero di decessi ogni 100 incidenti) continua a rappresentare per i cosiddetti utenti deboli un pericolo ben superiore di quanto non lo sia per gli automobilisti. Nel caso dei ciclisti è più che doppio di quello degli occupanti di autovetture (1,43 contro 0,67). Stesso discorso vale per il numero di feriti ogni 100 incidenti: per i ciclisti è di oltre il 44% più elevato rispetto agli altri utenti della strada (94,2 contro 65%).

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I dati degli incidenti con bici (Repubblica, 23 aprile 2017)

Il quotidiano spiega che le iniziative legislative in proposito non mancano, ma ancora languono in parlamento:

Al Senato, ad esempio, sta per riprendere la discussione della riforma del codice della strada. Un emendamento, in particolare, prevede l’obbligo del casco per i ciclisti. Ma lo scampolo di legislatura che resta all’orizzonte (circa otto mesi operativi) non sembra sufficiente per ultimare l’iter legislativo con il ritorno della legge alla Camera. «E così — spiega Riccardo Nencini, vice ministro delle Infrastrutture e dei trasporti — il governo sta pensando a una soluzione più rapida, un decretone sulla sicurezza stradale da presentare nelle prossime settimaneche comprenda, oltre alla sospensione della patente per chi guida col cellulere, anche norme a tutela degli utenti deboli. Dovrà poi essere approvato da Camera e Senato, ma con tempi più veloci».

Foto da: Pixabay