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La Giunta Raggi è pronta

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La Giunta Raggi è pronta. A confermarlo, uscendo dal Campidoglio alle 7 della sera, è la sindaca di Roma in persona: «Sì, è chiusa», dice, e si può immaginare il sospiro di sollievo dopo che nei giorni scorsi sembrava che tutto dovesse spaccarsi. La Raggi comunque andrà abbastanza lontana dal suo progetto originario, visto che Daniele Frongia alla fine non sarà capo di gabinetto e Raffaele Marra non sarà vicecapo. Dopo un buon numero di balle e di “imprecisioni” – come il parere dell’Anticorruzione mai richiesto nonostante le allegre vocine del Campidoglio sostenessero di sì – la Raggi ha trovato la quadra. Spiega Giovanna Vitale su Repubblica:

Oggi dovrebbe tenersi la prima riunione di giunta, domani il debutto ufficiale nel corso della prima seduta dell’assemblea capitolina. Dove si dovrebbero presentare, salvo ritocchi last minute, in nove. Il più importante dei quali è il dirigente Consob Marcello Minenna, già arruolato come esperto nella segreteria tecnica del commissario straordinario Francesco Paolo Tronca. A sua misura sarebbe stato ritagliato un super-assessorato che dovrebbe concentrare le deleghe più pesanti e sensibili: oltre al Bilancio, la responsabilità delle società partecipate e forse pure il Patrimonio. La casella che mancava per chiudere il cerchio. Ottenuta grazie all’intervento decisivo di Luigi Di Maio, il candidato premier in pectore del Movimento, ormai schierato a difesa della Raggi, che lunedì sera ha incontrato a cena l’alto burocrate proprio per convincerlo a entrare in squadra. Che sarà «forte e con le mani libere», assicura l’entourage della sindaca.
A dispetto degli incidenti di percorso e le difficoltà incontrate. Perché «avevamo previsto che sarebbero stati tutti contro Virginia e la sua giunta. Ma per quanto provino a farci apparire come gli altri, noi siamo una comunità», tuona Di Maio, derubricando a «gossip» la guerra romana che ha scosso il Movimento sin dalle fondamenta. Ma tacendo il suo ruolo decisivo e quell’ultima telefonata fatta alla neo-inquilina del Campidoglio per comunicare le condizioni dettate da Minenna per accettare l’incarico. Il passaggio cruciale che ha sbloccato una trattativa estenuante. E che ha consentito alla Raggi, dopo l’ultimatum di Casaleggio jr, di accelerare. E di convocare gli assessori con un giorno di anticipo rispetto alla dead line fissata al 7 luglio.

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