Opinioni

La disperazione del Giornale per i costi del processo a Berlusconi

Il Giornale è disperato per i costi del processo a Berlusconi. Nel senso che è disperato perché non riesce a dimostrare che sia costato di più di quello che si dice ufficialmente.
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L’intera inchiesta, dopo tutte le fregnacce sui milioni di costi nelle intercettazioni, è infatti costata 65mila euro tra intercettazioni (26mila euro), interrogatori, traduzioni, noleggio di auto e acquisto di registratori digitali (altri 39mila euro). Ma, aggiungono, c’è qualcosa sotto:

Al computo mancano infatti i cosiddetti costi fissi, come l’utilizzo della polizia giudiziaria (si calcola almeno un centinaio di uomini, specializzati nella ricerca a mafiosi, narcotrafficanti e serial killer) in un’indagine finita nel nulla, quando poteva essere usata per altro. O come i costi per il noleggio dell’apparecchiatura utilizzata per geolocalizzare i cellulari delle partecipanti alle cene ad Arcore che, secondo il quotidiano, costa in media mille euro al giorno…

Solo che c’è un inghippo, e lo dicono sempre loro:

anche se probabilmente si tratta di attrezzatura già in dotazione alla polizia, ma il cui utilizzo non è comunque a costo zero.

Ma non demordono:

E poi bisognerebbe aggiungerre i costi dei processi (stipendi dei giudici, dei cancellieri, del personale amministrativo, fotocopie)…

Ma tutto questo personale ha uno stipendio, non viene pagato a cottimo. E allora, di che parliamo?