Cultura e scienze

La brutta fine che sta per fare Politics

luigi-di-maio-politics-semprini

Un fallimento vero e proprio. Politics di Gianluca Semprini, il programma (e il conduttore) fortemente voluto da Daria Bignardi per la prima serata di Rai3 al posto di Massimo Giannini e Ballarò, chiuderà dopo il 13 dicembre, ultima puntata programmata; non solo: il martedì successivo andrà in onda una puntata speciale di Mi Manda Raitre serale, candidato a prendere il posto definitivamente del programma di faccia a faccia che doveva ricalcare il successo dei confronti di Sky per il referendum ma non è andato oltre un imbarazzante endorsement nei confronti degli intervistati, come nei casi di Renzi e di Di Maio.

La brutta fine che sta per fare Politics

L’imbarazzante insuccesso è tutto figlio dell’allegra direzione di Daria Bignardi, che nel frattempo è riuscita ad ammazzare anche Amore Criminale scegliendo una conduttrice inadeguata al ruolo. Nel caso di Semprini però ci sono tutti gli elementi per prefigurare un danno nei confronti dell’azienda RAI: la Bignardi, il cui stipendio è nel frattempo stato giudicato “illegittimo” dall’ANAC, ha infatti voluto a tutti i costi scegliere un volto “nuovo” (della concorrenza) per il suo programma in spregio ai tanti lavoratori RAI interni che avrebbero potuto assumere quel ruolo, come era stato all’epoca di Giovanni Floris che veniva da RadioRai. La Bignardi ha insistito nonostante le tanti voci interne di dissenso portando anche la RAI a subire una prima condanna per l’assunzione di Semprini. Il quale è stato assunto a Rainews senza il parere favorevole e la richiesta del direttore Antonio Di Bella e quindi potrà in qualsiasi momento lasciare Raitre e finire “arruolato” nella all news della RAI nonostante il clamoroso fallimento del suo programma. Ecco perché alcuni dipendenti chiedono le dimissioni della direttrice:

Politics ha superato il 3% di share solo quando ha ospitato il Presidente del Consiglio Renzi facendolo intervistare, soprattutto, da Bianca Berlinguer. Quanti soldi sono stati spesi per quella produzione? Quanti soldi sono stati spesi per gli arredamenti di studio? Quanto peserà un contratto a tempo indeterminato da caporedattore in questa azienda? Chi pagherà per queste spese? In un’azienda privata Daria Bignardi conserverebbe il proprio posto? Potrebbe almeno chiedere scusa a tutti i giornalisti Rai per aver detto che la scelta di Semprini era legata alla necessità di andare a colpo sicuro? Per aver fatto passare l’idea che in Rai siamo peggio di lui?
Per questi motivi sono sempre più convinto che ci dovrebbe essere una clausola contrattuale per i dirigenti che ne definisca la responsabilità civile di fronte a scelte che si dimostrano contrarie al bene dell’azienda e dei suoi lavoratori, non producono risultati e utilizzano male i soldi dei contribuenti. Insieme alla chiusura della trasmissione, per assurdo decisa da chi l’ha aperta e così l’ha voluta, ci dovrebbero essere le dimissioni di chi questo arrosto l’ha combinato immaginando, con un atto da “invasioni barbariche”, di ammaliare il pubblico portando un giornalista della concorrenza alla corte di RaiTre e sottoponendo il pubblico ad un modello televisivo che nulla ha a che vedere col Servizio pubblico. Purtroppo a questo mondo il senso di responsabilità alcuni dirigenti non ce lo hanno. Perché è troppo semplice scommettere con soldi che non sono i tuoi.

daria bignardi gianluca semprini
Le critiche a Ballarò, soprattutto, venivano dalla linea editoriale del programma troppo anti-governativa. La Bignardi ha rimediato mettendo su un programma afflosciato sulle necessità impellenti degli intervistati, che nemmeno per sbaglio ha fatto le domande scomode all’ospite che Semprini prometteva nel suo roboante lancio del programma. Quando le ha fatte, è successo perché erano stati invitati altri giornalisti ospiti a fare il “lavoro sporco”. Oggi la RAI si è finalmente accorta che una formula del genere non può funzionare. Ma i suoi propugnatori, invece di trarne le conseguenze, stanno già lavorando al prossimo danno.

Leggi sull’argomento: Se la RAI se ne frega dell’Anticorruzione