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Il primo giorno senza mascherine all'aperto in Italia, tra prudenza e voglia di normalità

neXt quotidiano|

mascherine all'aperto obbligo 11 febbraio

Da oggi non vige più l’obbligo di indossare le mascherine all’aperto, se non in caso di assembramento. E, sempre da oggi, riaprono le discoteche e le sale da ballo, al 50% della capienza se al chiuso, 75% se all’aperto. Passi verso la normalità, che però non devono far abbassare la guardia per non invertire il trend in diminuzione dei contagi. “È una prescrizione introdotta con strumenti legali. Non vorrei passasse il messaggio, sbagliato e pericoloso, che non sia più necessario usarle”, dice al Corriere della Sera Stefania Salmaso, dell’Associazione italiana di epidemiologia. “Le precauzioni individuali – aggiunge – devono restare ben salde. Evitare gli assembramenti, mantenere il distanziamento fisico. Questi comportamenti restano comunque preziosi per ridurre il rischio di contagio dell’infezione trasmessa per via aerea, specie quando si è a contatto con non vaccinati”. L’importante è quindi proseguire sulla strada che pare ormai segnata ed evidenziata dall’ultimo report della Fondazione Gimbe, che mostra come l’onda Omicron stia arretrando sempre più velocemente: meno 27,9% dei contagi nell’ultima settimana, proprio nel giorno dei 150 mila morti da inizio pandemia. Alleggerita anche la pressione sugli ospedali: ieri 578 ricoverati in meno nei reparti ordinari e 28 nelle terapie intensive, mentre dal 2 all’8 febbraio – sempre secondo Gimbe – c’è stata una flessione del 7,7% dei ricoveri e dell’11,2% di quelli nelle terapie intensive.

Sileri: “Anche noi revocheremo l’isolamento ai positivi”

Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri inizia con cautela a sbilanciarsi: “Anche noi, come il Regno Unito, arriveremo alla revoca dell’obbligo di isolamento dei positivi, inizialmente solo se asintomatici”, con l’obbligo però che indossino la mascherina Ffp2 per uscire. Passi verso la normalità anche negli ospedali: dal 10 marzo si potrà tornare a far visita per 45 minuti al giorno ai propri cari ricoverati, grazie a un emendamento al decreto legge 221 approvato ieri dall’Aula del Senato. Sarà possibile solo per i possessori del Super Green Pass e con le mascherine Ffp2.

Per la decadenza dell’obbligo di mascherine al chiuso una data ci sarebbe, anche se al ministero della Salute predicano cautela: è il 31 marzo. Quel giorno — così come stabilito dall’ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza — cadrà l’obbligo, ma è possibile che in alcuni luoghi si decida di prorogare la misura mantenendola fino al 15 giugno, quando scadrà anche l’obbligo vaccinale per gli over 50. In quel giorno dovrebbe anche cessare definitivamente lo stato di emergenza in Italia.

Fauci: “Non siamo alla fine, il virus è imprevedibile”

Predica però calma l’epidemiologo Anthony Fauci, intervistato su La Stampa: “La direzione del virus è imprevedibile, è possibile che una nuova variante emerga e quindi in definitiva non credo sia appropriato dire che siamo alla fine. È comprensibile che vi sia fra la gente un sentimento di frustrazione e di fatica per questi due lunghi anni. Togliere le restrizioni però deve andare di pari passo con le pratiche che consentono di mitigare la diffusione del virus”.