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L’inchiesta delle Iene sul “lato oscuro” di Adriano Panzironi

Secondo alcune testimonianze raccolte dalla Iena Andrea Agresti il guru del metodo “Life 120” in passato non avrebbe emesso le ricevute per la vendita dei suoi famosi integratori “miracolosi”. E qualche anno prima addirittura si occupava di riscuotere – in nero, secondo gli inquilini – gli affitti di alcuni appartamenti che aveva acquistato ad Anzio

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Mediaset è fatta così: su Canale 5 Barbara D’Urso invita Adriano Panzironi nel suo programma per sottoporlo al “giudizio” degli esperti e consentirgli di accedere ad un palcoscenico nazionale. Su Italia Uno le Iene continuano a indagare sul passato del guru del metodo Life 120 portando alla luce un tipo di testimonianze molto diverse da quelle degli “angeli” che Panzironi si porta in televisione. Andrea Agresti delle Iene ha raccolto infatti la testimonianza di un ex collaboratore della Life 120 che ha fatto delle rivelazioni molto  interessanti sull’impero creato dal giornalista romano.

Panzironi vendeva le pillole senza fare le ricevute?

Secondo la fonte anonima delle Iene infatti nel periodo dal 2014 al 2017 la vendita delle pillole e degli integratori che sono una componente fondamentale del “metodo” e della cura dimagrante inventata da Panzironi avveniva in nero. L’ex collaboratore della società, che stando a quanto racconta era proprio colui che si occupava delle spedizioni e degli ordini ha spiegato che per tre anni la vendita dei boccioni di pasticche avveniva senza che venissero emesse le ricevute fiscali. Secondo la fonte delle Iene solo a partire dal giugno del 2017 la società iniziò a fare le ricevute per gli ordinativi. Ma di quanto stiamo parlando? L’ex collaboratore sostiene che nel periodo in cui lui lavorava per la società di Panzironi «si facevano 12-13 milioni di euro l’anno solo di pillole».

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Pillole che poi venivano vendute tramite il sito e pubblicizzate grazie al programma Il cerca salute, trasmesso da diverse reti locali, dove venivano invitati in studio i “testimoni” che raccontavano delle loro miracolose guarigioni. Ma secondo la fonte delle Iene anche le testimonianze sono fasulle, non solo perché non esistono cartelle cliniche che dimostrino guarigioni o miglioramenti ma perché i “testimoni” si presentavano in televisione per dire qualsiasi cosa.

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La Life 120 si offriva di pagare le spese di viaggio e di soggiorno (albergo, cene e così via) in cambio di una piccola testimonianza sulla bontà del “metodo”. Al telefono alcuni clienti avrebbero lamentato problemi e fastidi in seguito all’assunzione delle pillole ma dal centralino della società il messaggio era sempre tranquillizzante. Cose come  “è normale”, “può capitare” e così via. Anche le pillole a base di spezie avrebbero una provenienza alquanto strana: sarebbero prodotte negli Stati Uniti (in alcuni casi addirittura senza una data di scadenza) e poi spedite in Romania ad una società chiamata “Life 120 Romania” che poi le esporterebbe in Italia «per evitare i controlli» dice l’ex collaboratore. Certo è curioso che Panzironi, che è stato raggiunto da provvedimento dell’Antitrust, dell’AgCom e dell’Ordine dei Giornalisti, non abbia mai subito in questi anni una visita da parte della Guardia di Finanza o un accertamento dell’Agenzia delle Entrate.

Quegli strani affari immobiliari ad Anzio dei fratelli Panzironi?

Ma c’è un altro aspetto poco chiaro del passato di Panzironi: quello da immobiliarista. A quanto pare infatti una decina di anni fa Panzironi avrebbe «comprato case ad Anzio e non ha pagato un euro». La vicenda qui non c’entra nulla con la dieta che promette di vivere fino a 120 anni. Si tratta piuttosto di un altro affare economico dei due fratelli Panzironi che avrebbero acquistato all’asta una serie di immobili sui quali gravava un mutuo. Però di quel mutuo, sostiene l’ex collaboratore, non è stato pagato un euro. E così dopo dieci anni gli appartamenti sono stati pignorati. Nel frattempo però Panzironi – sostengono le Iene – avrebbe continuato a riscuotere gli affitti dagli inquilini. In nero, a quanto pare.

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A raccontare dei pagamenti in nero sono anche alcuni degli ex coinquilini che hanno detto che era proprio Panzironi ad andare a riscuotere gli affitti rilasciando un semplice foglio di carta che testimoniava l’avvenuto pagamento. Un’altra vicenda è invece quella di una presunta truffa: l’appartamento veniva venduto ad un inquilino, generalmente immigrato e magari senza permesso di soggiorno. Dopo il passaggio del denaro alla porta dell’appartamento si presentava un’altra persone (un complice, secondo le Iene) che esibendo alcuni documenti falsi dimostrava che l’immobile era di sua proprietà e cacciava così l’acquirente. Di questo sistema, oltre ad alcune testimonianze raccolte con la telecamera nascosta, non ci sono molte tracce o documentazioni. L’unica prova secondo le Iene che effettivamente i Panzironi avessero degli immobili ad Anzio è la confisca (nel 2018) di 24 appartamenti ad Anzio a carico di William Alfonso Cerbo, detto “lo Scarface” italiano.  A Cerbo furono sequestrate anche le quote di alcune società, tra cui una partecipazione pari al 25% nella Civico Otto, che al 50% è di proprietà di Liana Cianfarani, che è la madre di Adriano e Roberto Panzironi. Questa al momento sembra essere l’unico elemento concreto che collegherebbe i Panzironi alle attività immobiliari ad Anzio. Intercettato da Agresti Panzironi però non ha risposto alle domande sugli affari in nero della Life 120 né a quelle sulla sua attività di immobiliarista annunciando nuove querele nei confronti della trasmissione di Italia Uno.

 

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