Cultura e scienze

«In difesa della carne»: il libro che contesta le teorie veg

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Andrea Bertaglio, giornalista e ambientalista, ha pubblicato un libro intitolato “In difesa della carne” in cui contesta le teorie veg che considera una bolla mediatica che scoppierà presto e fa a pezzi i falsi miti creatisi in questi anni intorno all’argomento. Un estratto è anticipato oggi dal Fatto Quotidiano:

SERVONO veramente 15 mila litri di acqua per produrre un chilo di manzo? No, la maggior parte di quest’acqua torna nel suo ciclo naturale, quindi non viene “co n su m at a ”. Mangiamo davvero 90 chili di carne all’anno, in Italia? Se consideriamo anche le parti non edibili come ossa, pelli e cartilagini forse ci si può avvicinare a questo quantitativo. Ma se si considera quella che finisce effettivamente nel nostro piatto non arriviamo neppure alla metà. Ci sono ormoni o tracce di antibiotici nelle carni che mangiamo? Se provengono da filiere gestite legalmente, no.

LO SO, DIFENDERE apertamente carne e allevatori è un tantino controcorrente, di questi tempi, soprattutto per chi come me si occupa di ambiente. Eppure proprio la mia passione per la natura e per la tutela della biodiversità mi ha fatto andare oltre i luoghi comuni di gran parte del mondo ambientalista. Prendere posizione in questo modo mi è già valso parecchie critiche, messaggi privati e commenti pieni di insulti, auguri di prendere il cancro e altre psico-banalità simili. Ma anche molti messaggi di supporto e solidarietà, soprattutto da colleghi giornalisti ambientali: una piacevole sorpresa

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Anche riuscire a far pubblicare il mio libro è stato più difficile di quanto potessi immaginare. Oggi il “veg”va molto di moda e, come mi ha esplicitamente detto l’editor di una delle case editrici a cui mi sono rivolto, “in ambito alimentazione è tutto pro-vegan. Un libro sulla nutrizione che non si allinei a questo trend non verrebbe preso in considerazione non solo dal lettore, ma anche da distribuzione, librai, ecc.”. Ma questa “bolla modaiola scoppierà presto”, mi ha poi detto.

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