Fatti

Il voto su Rousseau per il sì del M5S a Draghi?

Davide Casaleggio propone di consultare gli iscritti: “l’unico modo per avere una coesione del Movimento 5 stelle sarà quello di chiedere agli iscritti su Rousseau”

davide casaleggio ousseau draghi statuto rousseau m5s - 5

“Ho incontrato diversi parlamentari e ministri qui a Roma. Qualunque sarà lo scenario politico possibile c’è ampio consenso sul fatto che l’unico modo per avere una coesione del Movimento 5 stelle sarà quello di chiedere agli iscritti su Rousseau”. A dirlo è Davide Casaleggio, a Roma, mentre Grillo anche lui in arivo nella Capitale, probabilmente parteciperà alle consultazioni del Movimento 5 Stelle con Mario Draghi.

Il voto su Rousseau per il sì del M5S a Draghi?

Ieri Di Maio e la sindaca di Roma Virginia Raggi si erano espressi per aprire al governo dell’ex numero uno della BCE. Il Fatto racconta che tra Grillo e Draghi c’è stata una telefonata decisiva:

Due ore in cui l’ex presidente della Bce ha ripetuto quanto aveva già detto a Roberto Fico e di fatto a Giuseppe Conte: “Senza i Cinque Stelle il governo non si può fare”. Impossibile, senza il primo gruppo per eletti in Parlamento. Così eccola la seconda mossa in poche ore di Draghi, nel mercoledì dove ha messo le basi per provarci. Prima l’incontro con Conte di oltre un’ora, a Palazzo Chigi. Poi la telefonata a Grillo. Quella che ha convinto il Garante a chiamare Vito Crimi, mercoledì notte: “Devi dire ai parlamentari che bisogna ascoltare Draghi, sedersi al tavolo con lui”. Ma soprattutto, lo ha spinto a richiamare Conte: “Giuseppe, serve un tuo segnale, anche al Movimento”. Viene quasi tutto da lì, dal Grillo che “come al solito ha cambiato le carte in tavola, perché noi fino a poche ore fa eravamo in gran parte per il no” sussurra un ministro.

Di Battista continua l’arroccamento: “Opporsi a questo scenario è l’unica scelta, propriamente politica, che si possa fare” spiega su Facebook ribadendo: “Ogni ora che passa, per quanto mi riguarda, si aggiungono ragioni su ragioni per dire NO a Draghi”. In quanti lo seguono? Secondo il Corriere lo zoccolo duro dei contrari annovera Lezzi e Morra, ma sono sempre di meno i parlamentari che non accetteranno la fiducia a Draghi. Con questi numeri Dibba, che ora si trova in minoranza, tenterà la scissione o ripiegherà solo sull’aperto dissenso? Ora questo nuovo scenario