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Il rapporto rischi-benefici del vaccino spiegato (semplice) dal prof. Burioni | VIDEO

Ieri a Che tempo che fa Burioni ha raccontato la storia dei vaccini contro la poliomielite e di quello che possiamo imparare dagli errori e dalle lezioni del passato

Il professor Roberto Burioni, ospite fisso di “Che tempo che fa”, è intervenuto ieri da Fabio Fazio per fare finalmente chiarezza su una questione su cui si è molto dibattuto nelle ultime settimane: il rapporto rischio-benefici quando parliamo di vaccini.

In particolare, Burioni ha focalizzato l’attenzione sul vaccino anti-Covid, ma per farlo ha fatto un salto indietro di quasi un secolo, quando il mondo era attraversato da un nemico invisibile e spaventoso che portava nella peggiore delle ipotesi alla morte o alla paralisi dei muscoli utilizzati per la respirazione, costringendo decine di migliaia di persone a vivere attaccati ai famigerati polmoni d’acciaio. Una malattia particolarmente sconvolgente perché colpiva, in particolar modo, i bambini. Fino a quando la poliomielite non “fece un errore”, come lo definisce Burioni. “Colpì la persona sbagliata: il Presidente degli Stati Uniti d’America Franklin Delano Roosvelt”, che proprio a causa di quella malattia trascorse il resto della sua vita in sedia a rotelle, ma decise di concentrare tutti gli sforzi della ricerca e della scienza medica fino ad allora conosciuta nella creazione di un vaccino efficace. Ed è qui che entra nel vivo il racconto di Burioni, dal vaccino Salk a quello cosidetto Sabin, che lo scienziato donò al mondo gratis salvandolo dalla poliomielite (debellata nel 1982) ma rinunciando al brevetto e a diventare multimilionario. Quello che in pochi sanno, però, sono le caratteristiche di questi due vaccini, ognuno coi suoi pro e i suoi contro.

Partendo da qui, Burioni racconta come i vantaggi e gli svantaggi di un vaccino possano cambiare a seconda della fase epidemiologica in cui ci troviamo, e di come non esista una verità assoluta ma una serie di scelte che la comunità scientifica è chiamata a fare, mettendo sempre al centro il rapporto rischio-benefici. Esattamente quello che dovremmo fare noi oggi con il Covid, anche imparando dagli errori e delle lezioni del passato.