Ne parla stasera Report: una clausola per dirigere con lo 0,02%

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Mentre si attende il suo ritorno in edicola, un servizio di Report spiega come funzionavano le cose alla defunta Unità:

 

Ma il partito del Premier ha anche qualche altro interesse soprattutto per l’influenza che ha avuto sul quotidiano. Lo testimonia un patto parasociale finora tenuto segreto tra la Eventi Italia srl, società detenuta interamente dal Pd, il segretario dem in Sardegna Renato Soru, la Monteverdi Srl (di proprietà di Soru stesso e del fratello minore Emanuele) e la Gunther Reform Holding spa.A RIVELARE L’ESISTENZA di questo patto è un servizio di Report di Emanuele Bellulo in onda stasera su Rai 3. In questo documento siglato il 13 giugno 2012 si testimonia come la Eventi Italia srl– che detiene solo lo 0,01 per cento della Nie, ex editore dell’Unità ora in liquidazione –sia riuscita a condizionare le scelte del giornale. Infatti nel patto parasociale è scritto che il Pd tramite la Eventi Italia Srl può: “Nominare un consigliere di amministrazione”, deve esprimere “previo gradimento” sul presidente, amministratore delegato e direttore del quotidiano. Inoltre il voto favorevole di Eventi Italia Srl è necessario anche per approvare il bilancio e i piani industriali, assumere finanziamenti, acquistare immobili.

Vignetta di @daxest su Twitter

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Francesco Bonifazi però nega che ci fosse un patto segreto:

Il tesoriere del Pd, Francesco Bonifazi, nega quello che può sembrare un controllo del partito sul quotidiano: nessuna influenza, anzi “è bene ricordare – scrive in una nota – che le responsabilità erano del socio di maggioranza assoluta, Fago”. Ai microfoni del programma di Milena Gabanelli, Matteo Fago risponde: “Il Pd (…) ci ha sempre imposto le scelte o ci ha impedito di fare scelte di un certo tipo: una volta perché c’erano le primarie, poi c’erano le elezioni (…) Di fatto non si poteva fare niente. E questo con lo 0,01% delle quote”. Ma oltre la linea editoriale, adesso, il principale problema dell’Unità sono i debiti e il fallimento della società editrice. Con tutte le conseguenze che ci sono state per i giornalisti che si sono visti recapitare lettere di pignoramento. Quattrocentomila euro sono stati chiesti all’ex direttore Concita De Gregorio, finita proprio ieri in uno scontro con l’avvocato Giuseppe Macciotta, difensore dei giornalisti per l’editore Nie. La De Gregorio ha dichiarato di nonessere stata chiamata a “produrre carte perun’adeguata difesa”. E così i ruoli si sono invertiti:il legale, che la difendeva, ora la querela come ha annunciato lui stesso.

Leggi sull’argomento: I pignoramenti ai giornalisti dell’Unità per i debiti

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