La Lega Nord stravince al Centro-Nord ma Matteo Salvini perde al Sud. La sua lista Noi con Salvini non ottiene i risultati sperati e già si pensa ad un'alternativa per le prossime elezioni

Giovanni Drogo

Ieri in un’intervista su Repubblica Matteo Salvini si diceva pronto a guidare – se glielo chiedessero i cittadini – il centrodestra in una sfida contro Matteo Renzi per la conquista della poltrona di Palazzo Chigi. Certo, poche righe dopo lo stesso Salvini ammette anche di coltivare il sogno di diventare sindaco di Milano. Il problema è che non si sa quando si voterà per le politiche, se si votasse prima della scadenza del mandato di Pisapia a Milano la decisione sarebbe scontata (e consentirebbe a Salvini di presentarsi in un secondo momento alle comunali), per ora invece il Capitano preferisce temporeggiare e non escludere nessuna delle due opzioni.

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La Lega Nord è uscita vittoriosa dalla tornata elettorale delle regionali, i leghisti controllano saldamente Lombardia e Veneto, hanno giocato un ruolo chiave per la vittoria di Toti in Liguria (a costo di ritirare all’ultimo la candidatura del candidato leghista Edoardo Rixi) e hanno ottenuto un importante secondo posto in Toscana. La Lega è stata l’unico partito a guadagnare voti e al Centro ha raddoppiato o addirittura triplicato (in Toscana e Umbria) i risultati ottenuti alle europee del 2014. Questo exploit della Lega però non è sufficiente a consentire alla Lega di vincere alle prossime politiche. Salvini attualmente non è ancora un leader nazionale, il consolidamento della sua leadership al centro-nord non è un risultato molto più incoraggiante – in quest’ottica – di quelli ottenuti dalla Lega di Umberto Bossi. Certo Salvini ha smesso di parlare di Secessione (quando va al Sud) e ha pure dato vita ad un partito del Sud. E sono proprio i risultati ottenuti da Noi con Salvini ad essere poco incoraggianti. Il partito personale del Capitano non ha certo brillato, nessun sindaco eletto e in Puglia ha ottenuto appena il 2,2% pari a trentottomila voti (alle europee la Lega in Puglia ne aveva presi novemila) insufficienti per poter eleggere un consigliere in Regione. Davvero poco per un partito che ambiva ad ottenere almeno il 4% ma soprattutto un risultato deludente per poter lanciare la leadership nazionale del Segretario del Carroccio. Altrove non è andato meglio nei comuni dove si è votato domenica: a Chieti Noi con Salvini ha ottenuto il 2%, a Matera lo 0,60%, a Manfredonia lo 0,90%, l’1,6% a Carovigno. In Sicilia è andata un po’ meglio che altrove, forse più grazie ai buoni uffici di Angelo Attaguile che alla bontà della proposta di Salvini. Ad Agrigento il partito conquista il 3,4%, il 6,4% a Villabate (Palermo) e il 5,2% a San Giovanni La Punta (Catania). Risultati un po’ più incoraggianti ma decisamente insufficienti per garantire una solida base per la vittoria alle politiche.

noi con Salvini foto di gruppo - 1

È ancora presto quindi per parlare di uno sbarco al Sud, e Salvini e i suoi dovranno lavorare parecchio per far nascere un partito in grado di rappresentare davvero le istanze dei cittadini del Mezzogiorno e non una copia della Lega “tradotta” nel dialetto del Sud. A pesare nella sconfitta non c’è solo la diffidenza (più che giustificata) degli elettori meridionali per i leghisti (e Salvini non è mai stato tenero nei confronti dei “terroni”) ma forse c’è qualcosa di più. Noi con Salvini non è un partito nuovo: al suo interno si trovano numerosi riciclati provenienti da altre formazioni di centro o di centro-destra: Angelo Attaguile, il segretario del partito, viene dalle file del Movimento per le Autonomie di Lombardo. A confermare l’analisi un virgolettato di Salvini riportato oggi sul Corriere della Sera in un pezzo a firma di Francesco Verderami:

Il dato della lista “Noi con Salvini” è minimale. La colpa del risultato non è però da attribuirsi alla vecchia idea della secessione, ma ai vecchi arnesi che tentano di riciclarsi.

Un possibile banco di prova per la leadership nazionale di Salvini potrebbero essere le elezioni comunali a Roma, dove a quanto sembra Salvini avrebbe in mente di candidare l’imprenditore Alfio Marchini (già candidato nel 2012 con una lista civica). Una figura che di sicuro non piacerà alla destra romana con la quale Salvini ha da tempo stretto una solida alleanza in nome del lepenismo in salsa lombardo-italiana (a partire dalla co-fondazione di un altro partito “Sovranità”). Ma le novità non finiscono qui: per riuscire finalmente a sfondare al Sud Salvini starebbe anche pensando a lanciare una nuova formazione politica in grado di raccogliere davvero i consensi degli elettori delle regioni meridionali e legata ad una misteriosa e ancora non meglio definita “personalità” in grado di guidarla. Nel frattempo Matteo invita tutti i suoi elettori (anche i “terroni”) a festeggiare a Pontida. Vedremo come sarà l’accoglienza del sempre moderato popolo leghista.

Giovanni Drogo

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