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Il golpe contro Corbyn per la Brexit

I parlamentari laburisti hanno approvato la mozione di sfiducia nei confronti del loro leader, Jeremy Corbyn, con 172 voti a 40. Questo significa che l’81 per cento dei deputati del Labour si è espresso contro la fiducia a Corbyn. Il che è abbastanza normale, visto che i deputati sono stati eletti prima che Corbyn diventasse capo del Labour. La sfiducia non comporta alcun obbligo di dimissioni.

Il golpe contro Corbyn

I ribelli accusano Corbyn di non aver difeso con sufficiente convinzione la causa del Remain nell’Unione europea e ritengono che, con lui alla guida, il Labour non abbia alcuna possibilità di tornare a Downing Street. Venti membri dello shadow cabinet, il governo ombra, si sono dimessi in segno di protesta. Ma Corbyn si rifiuta di cedere a questo “golpe interno” e ha annunciato che si ripresenterà, nel caso di un nuovo voto per la guida del partito. Il leader della sinistra laburista vanta il sostegno dei militanti, che ieri sera in oltre 10mila hanno manifestato in suo favore davanti a Westminster. E c’è da ricordare che è stato eletto da 251mila persone:
golpe corbyn
La sfiducia a Corbyn fa in realtà parte di uno scontro interno nato dal fatto che una parte di nomenclatura del Labour non ha mai gradito l’elezione del deputato socialista alla guida del partito, scelto a furor di popolo dalla base nel settembre 2015. La riprova è la vecchia rivalità con Benn, coinvolto con una certa riluttanza da Corbyn per guidare il ministero degli Esteri ombra e già ammonito dopo la sua presa di posizione alla Camera dei Comuni in favore dei raid anti-Isis in Siria, in cui sfidò apertamente il leader, noto per le posizioni pacifiste. In un comunicato della direzione di qualche giorno fa si leggeva che il segretario ha il sostegno della base, già mobilitata con una petizione in suo favore che ha superato le 170mila firme.

La storia del sabotaggio del referendum sulla Brexit

La polemica su Corbyn è scoppiata dopo che la commentatrice della Bbc Laura Kuennssberg ha rivelato il contenuto di alcune email del quartier generale laburista, in sostanza del circolo che si muove in sintonia con Corbyn, e riportato le diverse confidenze ricevute in cui si diceva che vi è stato «un deliberato sabotaggio» del referendum da parte della leadership allo scopo di sconfiggere Cameron.Una di queste email, intercettata negli uffici del quartiere generale laburista, recitava: «Ma che sta accadendo qui?». Una seconda email, di uno dei dirigenti impegnati col «Remain», spedita all’ufficio che raccoglie le proteste nel partito, avrebbe avuto scritto: «Nessuno è favorevole all’Europa». Una terza avrebbe certificato che «l’ufficio del leader è riluttante a dare appoggio pieno alla campagna a favore dell’Europa».
jeremy corbyn margaret hodges
In ogni caso è sembrato piuttosto curioso che tra i più strenui sostenitori della cacciata di Corbyn ci fossero anche parlamentari nei cui collegi elettorali ha stravinto il Leave. In ogni caso il voto di oggi non è vincolante e l’allontanamento di Corbyn deve essere ancora approvato dai membri del partito. Il leader laburista ha emesso un comunicato in cui rifiuta di dimettersi e sostiene che il voto di sfiducia “non ha alcuna legittimità costituzionale”. “Sono il leader del nostro partito eletto democraticamente per un nuovo modo di fare politica con il 60% dei voti dei membri del Labour e dei sostenitori e non li tradirò dimettendomi“.