Cultura e scienze

Il Consiglio regionale del Veneto contro l'ideologia gender

Il Consiglio regionale del Veneto ieri ha votato una mozione “contro l’ideologia gender” (che non esiste, come abbiamo scritto qui, qui, qui e qui). La demenziale mozione potete leggerla qui, e nella sua parte finale…

…impegna la Giunta regionale ad intervenire nelle scuole di ogni ordine e grado della Regione del Veneto affinché:
– non venga in alcun modo introdotta la teoria del gender;
– venga rispettato il ruolo prioritario della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità, riconoscendo il suo diritto prioritario ai sensi dell’articolo 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dei Decreti che riconoscono le scelte educative dei genitori (artt. 1.2, 3.3 e 4.1 del DPR 27/99, art. 3 del DPR 235/97, artt. 2.3, 2.6 e 3 del DPR 235/2007 e il Prot. AOODGOS n. 3214 del 22.11.2012). La famiglia rappresenta l’ambiente più idoneo ad assolvere l’obbligo di assicurare una graduale educazione della vita sessuale, in maniera armonica, prudente e senza traumi;
– siano coinvolti gli enti rappresentativi dei genitori e delle famiglie in ogni strategia educativa della scuola rispettando, sia nei contenuti che nelle modalità di elaborazione e diffusione, questo diritto fondamentale della famiglia;
– siano coinvolte le famiglie nella predisposizione dei progetti sull’affettività e sulla sessualità e nell’opera di educazione, rendendo i loro contenuti trasparenti ed evitando il contrasto con le convinzioni religiose e filosofiche dei genitori;
– l’azione educativa della scuola sia ispirata a due principi: il principio di sussidiarietà ( per cui il diritto-dovere dei genitori di educare è insostituibile e va sostenuto dallo Stato ) e il principio di subordinazione (l’intervento della scuola deve essere soggetto al controllo da parte dei genitori);
– sia oggetto di spiegazione e di studio la ragione per la quale la nostra Costituzione, all’articolo 29, privilegia la famiglia come “società naturale fondata sul matrimonio”, della quale riconosce gli speciali diritti, diversamente da ogni altro tipo di unione;
– si educhi a riconoscere il valore e la bellezza della differenza sessuale e della complementarietà biologica, funzionale, psicologica e sociale che ne consegue.

La mozione del Consiglio Regionale del Veneto contro l’ideologia gender

Leggi sull’argomento: Che cos’è l’educazione gender