Cultura e scienze

Il colpo all’università del governo Lega-M5S

global compact giuseppe conte

Roberto Esposito, filosofo che insegna alla Scuola Normale Superiore di Pisa, commenta le norme che la Manovra del Popolo ha riservato all’università italiana:

Già l’università italiana nel suo complesso e di certo con qualche eccezione, versa in condizioni penose. In pochi anni i docenti in servizio si sono quasi dimezzati. Per non parlare degli amministrativi. Collocata in basso — anche qui con le note eccezioni — nella classifica di tutti i rating internazionali, divisa, per prestigio e risorse, tra Centro-Nord e Sud, gonfia di ricercatori che non riescono ad acquisire un ruolo stabile, l’Università avrebbe avuto quanto mai il bisogno di essere messa in sicurezza. Non tutti gli studenti, gravati da tasse spesso inique, godono di uguale diritto allo studio.

Nuove assunzioni sarebbero state assolutamente necessarie. In alcune discipline non è possibile neanche dare gli esami per mancanza di professori. La ricerca è talmente sottopagata, e anche scoraggiata, che i migliori talenti sono costretti a emigrare, spesso conseguendo risultati straordinari dai quali il nostro Paese è escluso. Rimandare di un anno le assunzioni di professori di prima e seconda fascia vuol dire non solo rinviare di molto la messa a regime dell’intera docenza, ma infliggere un colpo definitivo alle speranze di studenti e ricercatori.

alberto bonisoli

L’impressione è che l’attuale governo, notoriamente ostile alle competenze, voglia spingere alle corde l’intero ambito del sapere. Quello che così s’interrompe non è solo il filo delle competenze, ma anche la crescita di una classe dirigente che in tutte le democrazie occidentali nasce dalla formazione. In Italia non si mai riusciti a saldare lo sviluppo, necessario e positivo, dell’Università di massa con la costruzione di una rete di Alte scuole in cui alcuni saperi specialistici raggiungano un livello competitivo su scala mondiale.

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