Opinioni

Il cinghiale assassino che funesta il frusinate (era una bufala)

In mattinata è uscita la notizia di un uomo ucciso da un cinghiale a Ferentino, nel frusinate. Molti giornali hanno riportato la notizia con toni estremamente interessanti:

Luciano Bondatti, questo il nome della vittima, non ha avuto scampo. Il cinghiale gli ha reciso l’aorta e per lui sono stati inutili tutti i tentativi di soccorso. Il sessantenne, appassionato di caccia ma che, a quanto sembra, stamattina era uscito per fare una passeggiata nei boschi, è morto poco dopo. Stando alle prime ipotesi, la vittima potrebbe essere arrivata troppo vicino al branco di cinghiali e questo potrebbe aver provocato l’aggressione del mammifero. I carabinieri stanno lavorando per ricostruire con esattezza il drammatico incidente. Una morte che riaccende le polemiche sulla grave emergenza che i cinghiali stanno causando, negli ultimi mesi, in provincia di Frosinone.

Molti hanno ricordato un caso analogo a Cefalù accaduto un mese fa, mentre la Coldiretti ha indetto una manifestazione:

“Oggi a Ferentino, nel Frusinate, un’altra persona è stata uccisa da un cinghiale. Come più volte denunciato dalla Coldiretti il fenomeno è stato sottovalutato dalle istituzioni competenti e ormai è fuori controllo. A rischio non ci sono più solo i raccolti degli agricoltori, sempre più spesso devastati dagli ungulati, ma anche l’incolumità dei cittadini. Evidentemente il tragico episodio accaduto soltanto un mese fa a Cefalù non è bastato”. Lo comunica in una nota David Granieri, presidente di Coldiretti Roma e Lazio. “E’ necessario emanare subito il regolamento attuativo della legge, approvata il 26 febbraio 2015 dalla Regione Lazio, contro i danni della fauna selvatica che – sottolinea – prevede una deroga alle norme venatorie e un intervento di contenimento. Per questo avevamo già organizzato una manifestazione di protesta sotto la sede della Regione Lazio per il 29 settembre che probabilmente verrà anticipata vista la drammaticità della situazione”. “I cinghiali si riproducono in maniera rapidissima, specie le razze non autoctone, che sono quelle più aggressive e pericolose, arrivando anche a 20 cuccioli in un anno. In Italia si stima che gli ungulati siano più di un milione, numeri che fanno capire quanto sia urgente una seria operazione di contenimento, attentamente pianificata. Ciò che sta accadendo non è più tollerabile”, conclude.

Per il Codacons eravamo all’emergenza:

“E’ vera e propria emergenza cinghiali in Italia, dopo la morte di un altro uomo avvenuta ad agosto a Cefalu’, e le numerose segnalazioni e gridi d’allarme che giungono da piu’ parti – spiega il presidente Carlo Rienzi – E’ evidente che nel nostro paese non si e’ affatto abbastanza sul fronte degli animali selvatici e della tutela dell’incolumita’ dei cittadini, dal momento che gli incidenti stanno aumentando in modo preoccupante”. “Per questo chiediamo di verificare le responsabilita’ delle istituzioni e degli enti locali in merito agli ultimi casi di aggressione da parte di cinghiali, per capire se vi siano state omissioni che hanno contribuito a determinare i decessi, e se siano stati adottati tutti gli strumenti utili a tutela della popolazione” – conclude Rienzi.

Mentre il presidente della Commissione Ambiente del Senato aveva chiesto al governo di procedere con decreto d’urgenza:

“Siamo in una situazione di emergenza, non è più il tempo di parlare, ci sono gli estremi affinchè il governo proceda con un decreto di urgenza. Il ministro dell’Agricoltura ha gli elementi per decidere abbattimenti selettivi sotto una regia tecnico scientifica. In alternativa, il Parlamento procederà per la propria strada”.

Pochi minuti fa però l’esame medico-legale sull’uomo ha permesso di scoprire che tre pallottole gli hanno reciso l’aorta femorale. Mentre attendiamo un lancio d’agenzia in cui il presidente di qualcosa ci dirà che adesso i cinghiali sanno anche sparare e il loro strapotere deve finire, gli inquirenti adesso indagano sospettando un incidente di caccia. Immaginando che la persona che ha sparato sia fuggita dopo l’accaduto. Che bestie, le bestie, vero?