Opinioni

Il bigliettino di Napolitano a Berlusconi

Ieri durante il voto per la riforma del Senato l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è leggerissimamente incazzato con Silvio Berlusconi. E poi gli ha scritto una lettera piena di giudizi severi nei confronti dell’uomo che l’ex inquilino del Quirinale ha più volte incaricato di fare il presidente del Consiglio:

Napolitano, terminato l’intervento, prende carta e penna e scrive una missiva al capogruppo berlusconiano Paolo Romani. «Ho letto dispacci d’agenzia dalla vostra assemblea…ho letto attribuite a Berlusconi parole ignobili, che dovrebbero portarmi a querelarlo se non fosse da evitare di affidare alla magistratura giudizi storico-politici; se non mi trattenesse dal farlo un sentimento di pietà verso una persona vittima ormai della proprie, patologiche, ossessioni». L’intervento era stato breve e incisivo, bacchettate comprese alle difese da talk show della riforma. No, «non stiamo semplicemente chiudendo i conti con i tentativi frustrati di trent’anni». Stiamo invece cercando di dare «risposte a situazioni nuove e a esigenze stringenti», stiamo necessariamente rafforzando i poteri del premier, liberandoci delle «non virtuose competizioni tra le due Camere», e «associando al vertice delle istituzioni la rappresentanza delle istituzioni locali».

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