Cultura e scienze

I vincitori degli Ig Nobel 2015

È andata in scena ieri all’Università di Harvard la premiazione della venticinquesima edizione dei premi Ig Nobel per le ricerche scientifiche (e non solo) più improbabili. Questi premi vanno ai ricercatori che hanno condotto le peggiori ricerche scientifiche dell’anno. Studi che non cambieranno il destino dell’umanità ma che senza dubbio meritano di ottenere un riconoscimento ufficiale. E una stretta di mano da alcuni veri vincitori del Premio Nobel.

QUANTO CI METTI A SVUOTARE LA VESCICA?
Ogni anno la conferenza Ig Nobel ha un tema e quello della cerimonia di premiazione di quest’anno (ma non delle ricerche premiate) era la vita. Cominciamo subito con le cosiddette scienze dure, fisica, chimica, biologia. I vincitori hanno 27 secondi di tempo per spiegare al pubblico il senso della loro ricerca dopo aver ricevuto il premio, che si chiama “The Stinker” ed è una versione rovesciata su un fianco del “Pensatore” di Rodin. In questo quarto di secolo la Improbable Research (quelle ricerche che prima fanno ridere e poi pensare) ha dimostrato che si può fare ironia anche sulla scienza. Ed in un caso (come ricorda Scientific American) un vincitore di un Ig Nobel ha anche vinto un vero e autentico Premio Nobel. Il Premio per la fisica è andato a questa ricerca dal titolo Duration of urination does not change with body size che ha dimostrato scientificamente che tutti i mammiferi impiegano 21 secondi a fare la pipì (con uno scarto massimo di 13 secondi).

Il Premio per la chimica è andato Greg Weiss per aver inventato una sostanza chimica in grado di “sbollire” parzialmente un uovo sodo, ovvero di far tornare liquido il tuorlo di un uovo sodo.


ATTENTI A NON FARVI PUNGERE DALLE API, POTREBBE ESSERE DOLOROSO
Quando si dice che la ricerca scientifica è dolorosa non si sta sicuramente pensando a quelle di Justin Schmidt e di Michael L. Smith che hanno vinto rispettivamente il premio per l’entomologia e per la fisiologia per aver testato indipendentemente il livello di dolore delle punture di insetto. La Schmidt ha creato la Schmidt Sting Pain Index che misura l’intensità del dolore provato dalle persone quando vengono punte da insetti velenosi. Smith invece ha testato, su sé stesso, le punture delle api. Facendosi pungere in 25 parti del corpo differente Smith voleva scoprire quale fosse il punto del corpo dove la puntura di un’ape è più dolorosa. A quanto pare si tratta di tre punti delicati: la narice, il labbro superiore e l’asta del pene.

Ecco i due premiati vestiti da api durante la cerimonia di consegna dell’Ig Nobel.


BACIARSI FA BENE
Il Premio per la Medicina è senz’altro frutto di una ricerca più piacevole, è andato infatti a due gruppi di ricercatori che hanno dimostrato gli effetti benefici di baci intensi e appassionati.

Ma il piacere dura poco perché un altro premio correlato al sapere medico, il premio per il miglior studio di diagnostica, invece è stato consegnato ai ricercatori che hanno inventato un sistema per diagnosticare in modo assolutamente preciso l’appendicite acuta in base al dolore che il paziente prova mentre l’auto sobbalza sopra le cunette dei rallentatori stradali.


Il Premio per la Biologia invece è andato ai ricercatori che hanno scoperto che se si attacca un bastone alla coda di una gallina la gallina cammina in un modo simile a quello in cui camminavano i dinosauri.
COSA HAI DETTO?
Cosa dite quando non avete capito cosa vi dice il vostro interlocutore? Generalmente si usa l’interiezione “Eh?” oppure “Cosa?”. Ebbene i vincitori del Premio per la Letteratura hanno dimostrato che esiste una parola equivalente a “Huh?” in ogni lingua. Il motivo? Non è chiaro.
premio letteratura ig nobel
C’È ANCHE UN PO’ DI ITALIA
Anche il nostro paese ha avuto il suo momento di gloria durante gli Ig Nobel. Il premio per il miglior studio di Management infatti è andato alla ricerca condotta da Gennaro Bernile per il suo studio dal titolo “What Doesn’t Kill You Will Only Make You More Risk-Loving: Early-Life Disasters and CEO Behavior” che dimostra che molti manager e governanti da bambini hanno vissuto (senza esserne esposti direttamente) l’esperienza un disastro naturale sono più propensi a compiere scelte rischiose:

CEOs who experience fatal disasters without extremely negative consequences lead firms that behave more aggressively, whereas CEOs who witness the extreme downside of disasters behave more conservatively. These patterns manifest across various corporate policies including financial leverage, cash holdings, and acquisition activity. Ultimately, the link between CEOs’ disaster experience and corporate policies has real economic consequences on firm riskiness and cost of capital.

DA FUQ?
Ad ogni modo l’Italia avrebbe qualcosa da imparare anche dal vincitore del Premio Ig Nobel per l’Economia che è andato alla Polizia di Bangkok che per combattere la corruzione ha deciso di offrire salari più alti a tutti i poliziotti che rifiutano di prendere mazzette. Un’idea davvero geniale.
L’IG NOBEL PER LA MATEMATICA
Come tutti sanno non esiste il Premio Nobel per la Matematica (esiste invece la Medaglia Fields). Agli Ig Nobel però si fa un po’ diversamente ed esiste il Premio per la Matematica peggiore. Quest’anno l’ambito riconoscimento è andato al gruppo di ricercatori che ha voluto calcolare in che modo l’Imperatore del Marocco Moulay Ismael il Sanguinario abbia potuto avere 888 figli. È fisicamente e matematicamente possibile avere 600 figli in 32 anni o è un’esagerazione? A quanto pare secondo i calcoli è possibile, è sufficientemente avere un harem abbastanza vasto e fare sesso almeno due o tre volte al giorno, tutti i giorni della vita.
E per finire ecco il momento del lancio degli aeroplanini di carta: