Opinioni

I rimborsi ai partiti fanno slittare le unioni civili?

Maria Teresa Meli, giornalista del Corriere della Sera molto vicina al premier, firma oggi un corsivo sul quotidiano per raccontare la possibilità che il ddl sulle Unioni Civili di Monica Cirinnà potrebbe ritardare ancora una volta l’approdo in aula perché c’è da votare la legge sui soldi ai partiti, visto che subito dopo il Senato si dovrà dedicare alla Legge di Stabilità:

Già, perché sulla prima normativa c’è, manco a dirlo, un amplissimo consenso (solo i grillini sono contrari), mentre sulla seconda la maggioranza è divisa. La notizia non è ufficiale, ma potrebbe diventarlo a breve, a meno che il Parlamento non sia colto da un barlume di resipiscenza. La demagogia dell’antipolitica poco c’entra: nessuno vuole negare ai partiti quei rimborsi, previsti dalla legge, ma si potrebbe attendere che prima facciano la revisione dei loro bilanci. E, comunque, il nodo è un altro: se quella normativa va in Aula ora, significa che le unioni civili dovranno aspettare mesi perché poi il Senato si dedicherà solo alla legge di Stabilità.
Significa, insomma, che i diritti vengono dopo la ragion di governo. C’è il pericolo che per non turbare gli equilibri della maggioranza, visto che il Nuovo centrodestra si oppone a quel testo, si preferisca non spingere sull’acceleratore della modernizzazione del Paese. Modernizzazione tanto cara al premier e che però non passa solo per il Jobs act e la riforma costituzionale. Possibile che Renzi, che riesce sempre a tenere a bada la sua minoranza, non possa spiegare ad Alfano che quella legge va fatta, se non altro perché lui stesso ha preso l’impegno di approvarla entro l’anno?

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