La macchina del funky

I duemila turisti lasciati fuori da Pompei a Capodanno

grillini civati

L’Italia riparte, sì, ma con calma. Nonostante gli impegni a #cambiareverso pare che a Pompei non siano degli appassionati di Twitter. E così ieri, racconta il Corriere della Sera, la chiusura degli scavi di Capodanno, dopo quelli di Natale, lascia fuori dalla cultura italiana qualcosa come duemila turisti:

Dopo Natale, Capodanno.Pompei chiusa per ferie ai turisti di tutto il mondo nei due giorni più importanti delle Feste. Ieri sono stati quasi duemilai potenziali visitatori degli Scavi ad essere lasciati fuori:contati i dietrofront di almeno 30 pullman turistici. Ma dopo i selfie e i messaggi indignati agli amici sui social, in futuro saranno molti di più i turisti che decideranno di non fidarsi di Pompei. Insomma, è l’ennesimo grave danno di immagine che colpisce uno dei più apprezzati patrimoni culturali del Paese. E che arriva dopo i muri crollati. I sindacalisti che accusano il ministero per aver chiuso i cancelli sono gli stessi che spesso mettono alla porta i turisti con improvvise assemblee contrattuali. Il ministro dei Beni culturali Franceschini respinge le accuse: anche il Louvre e il British Museum chiudono uno a Capodanno e l’altro a Natale, il Metropolitan di New York si ferma nei due giorni. Vero. Ma negli anni scorsi Pompei è sempre rimasta aperta.

pompei chiusa capodanno
Spiega Marco De Marco:

E di conseguenza, quando è cambiato il calendario delle chiusure qualcuno avrebbe dovuto almeno avvertire gli operatori turistici. Quel qualcuno ci ha pensato? Secondo argomento. Nel Natale 2013, fa sapere Franceschini, a Pompei si sono contati solo 827 visitatori, e l’anno prima pochi di più: 889. Non abbastanza. È la cruda realtà. E bene fa il ministro a non aggiungere retorica a retorica. Si pensi solo a quella quotidianamente prodotta a proposito del potenziale turistico del nostro patrimonio d’arte, specialmente al Sud. Cosa c’è di potenzialein quelle poche centinaia di turistiin uno dei luoghi più bellidel mondo? Ma proprio perquesto, più che negare l’offerta,sebbene solo a Natale e Capodanno,il problema è semmaicome valorizzarla. La stradache riduce la retorica e fa attenzioneal calcolo economico èquella buona.L’importante è non dimenticare che la rendita prodotta dall’arte prima ancora che materiale è intellettuale e culturale.