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I 5000 migranti da trasferire al Nord

Ieri la guardia costiera ha soccorso 2371 migranti nel Mar Mediterraneo. Oggi il Viminale farà sapere che le quote di distribuzione dei migranti su tutto il territorio nazionale dovranno essere rispettate senza alcuna eccezione, come ai tempi di Maroni al ministero dell’Interno e quindi con buona pace del governatore leghista. Il Viminale sta trasferendo i profughi nelle regioni che non hanno raggiunto la massima capienza e intanto, scrive Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera, pensa alla requisizione di edifici pubblici, caserme comprese, dove ospitarli.
 
I 5000 MIGRANTI DA TRASFERIRE AL NORD
Dopo i 3.500 migranti messi in sicurezza ieri dal dispositivo navale di Frontex, anche ieri sono proseguite senza sosta le operazioni di soccorso: quasi 2.400 – per la precisione 2.371 – le persone salvate mentre navigavano su 15 imbarcazioni a 45-50 miglia dalle coste libiche. Le modalità sono ormai sempre le stesse: le richieste di aiuto delle persone a bordo arrivano attraverso telefonate satellitari alla sala operativa della Guardia costiera, quando i barconi si trovano non lontano dai lidi di partenza, spesso prima ancora che ci sia una reale situazione di pericolo. La macchina dei soccorsi, coordinata dal comando generale delle Capitanerie di Porto, a Roma, si mette comunque immediatamente in moto e smista gli interventi. Dalle prime ore della mattina, così, navi italiane e di altri paesi europei hanno risposto a 15 chiamate da parte di imbarcazioni – 12 gommoni e tre barconi – con il loro carico umano di paura e disperazione. Sono state impegnate la nave della Marina britannica ‘Bulwark’, la nave di Medici senza frontiere ‘Bourbon Argos’ ed alcuni assetti del dispositivo Frontex, in particolare una nave inglese, una svedese, una spagnola, la nave della Marina italiana Fasan, la nave Dattilo della Guardia costiera, un pattugliatore maltese e un mercantile. Racconta il Corriere:

Ormai siamo su cifre record, con 52.671 approdati e oltre 80 mila da assistere. Per questo il ministro Angelino Alfano risponde chiaro all’attacco del governatore della Lombardia Roberto Maroni: «Vorrei tranquillizzarlo, farò ciò che fece lui al mio posto e chiederò ai sindaci ciò che ha chiesto lui il 30 marzo del 2011 in piena emergenza immigrazione. Lui ha oggi gli stessi poteri e gli stessi doveri che avevano i presidenti delle Regioni quando parlavano con l’allora ministro dell’Interno Roberto Maroni».
Il riferimento è all’accordo siglato da Maroni con gli enti locali «per affrontare l’emergenza profughi attraverso uno sforzo comune affinché fino a 50 mila profughi siano equamente distribuiti nel territorio nazionale, in ciascuna Regione escluso l’Abruzzo (che aveva subito il terremoto, ndr)». Non solo. L’intesa prevedeva che l’impegno del governo per «assicurare un criterio di equa e sostenibile attribuzione degli immigrati che risultassero clandestini, sentiti gli enti territoriali interessati». I testi dei due patti siglati da Maroni, resi noti ieri dal Viminale, dimostrano dunque come l’unico modo per affrontare i momenti di massima criticità sia quello di una collaborazione piena in modo da evitare che alcune Regioni vadano in sofferenza, proprio come sta accadendo negli ultimi mesi in Sicilia, in Puglia, in Calabria e in parte in Campania e nel Lazio. E invece, secondo gli ultimi conti, in Lombardia sono stati negati almeno 2 mila posti, altri 1.500 in Veneto.

Dell’accordo firmato da Maroni nel 2011 abbiamo parlato qui.

5000 migranti nord
Le quote di distribuzione dei migranti nelle regioni italiane (Corriere della Sera, 8 giugno 2015)

LE BUGIE DI ZAIA E MARONI
Domani quindi dovrebbero partire i trasferimenti delle persone arrivate e sistemate nei centri del Sud. I nuovi centri di raccolta dovranno ospitare 400 persone ciascuno, ed essere equamente distribuiti in tutta Italia. Forse anche in alcune caserme, che potrebbero rappresentare l’extrema ratio. Attualmente un terzo degli immigrati è ospitato in Sicilia e Lazio. L’appena rieletto governatore del Veneto Luca Zaia dice che il Veneto ospita 500mila immigrati e non può ospitarne ancora. Ma il suo è un gioco di parole: il leghista infila nel conto infatti anche gli immigrati regolari, che non hanno alcuna assistenza da parte dello Stato né c’entrano nulla con i profughi. In realtà oggi il Veneto ospita solo il 4% del totale dei profughi sbarcati, e la Lombardia il 9%. Il Lazio ne ospita l’11% e la Sicilia il 20%. Le altre regioni che hanno un computo totale altto sono Campania e Puglia (7%) e Calabria, Piemonte ed Emilia Romagna (6%).