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Hagape2000: la mozione per il blocco dello sfratto respinta

hagape 2000 onlus

Hagape2000 Onlus è un centro disabili che si trova in via Pullino 71 in zona Garbatella ed è sotto sfratto da parte del Comune di Roma. Ieri l’Assemblea Capitolina ha respinto una mozione che chiedeva di bloccare lo sfratto e concedere una legale breve proroga fino al bando pubblico per l’assegnazione degli spazi.

Hagape2000: la mozione per il blocco dello sfratto respinta

La mozione è stata bocciata all’unanimità dal M5S contro il parere favorevole di tutte le opposizioni. Il voto ha lasciato “attonita” la presidente dell’Onlus Francesca De Masi: “Dopo tutto questo “interesse” non abbiamo ancora ricevuto nessun segnale dalle Istituzioni. Speriamo che questo ” ritardo” sia invece segno di riflessione nel cercare di soddisfare la nostra richiesta: continuare a stare nella nostra “casa sociale” e continuare le nostre attività in modo sempre più convinto, dimenticandoci di tutto questo”.

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Il voto in Assemblea Capitolina (foto da: Facebook)

Entro il 28 giugno la Hagape 2000 avrebbe dovuto lasciare i locali: l’invito è arrivato dal Comune di Roma il 26: con un avviso il Campidoglio chiedeva la restituzione dei locali avuti in comodato d’uso. Nei locali della Garbatella si incontrano quotidianamente 50 persone dai 22 anni in su, per fare attività e assistenza: laboratori, musica, teatro, ceramica pittura, danza popolari, gite. Infatti il Comune di Roma ha deciso di portare avanti una delibera del commissario Tronca che rimette in discussione le concessioni per gli enti no profit, le quali devono essere assegnate tramite bando.

L’appello di Hagape2000 Onlus alla sindaca Raggi

I locali della zona vengono assegnati nel 2004 a un’altra associazione con l’impegno alla cura di un parco vicino. Poi la concessione viene rinnovata dalla Hagape2000 Onlus fino a giugno 2016: le verifiche degli uffici del comune sulle attività svolte hanno avuto sempre esito positivo. Nel frattempo i locali di Via Pullino sono diventati sede del Polo della Disabilità del Municipio VIII: tre giorni a settimana vengono usati dal Servizio Sociale per ricevere i cittadini, fare riunioni di servizio e molto altro.

A giugno 2016 il comodato viene rinnovato per un biennio ma all’associazione viene comunicato che il locale sarà messo a reddito, ma alla decisione non segue nessuna quantificazione. All’inizio del 2017 l’associazione scopre che i locali devono essere messi al bando e che c’è stata una memoria della Giunta che li destina alla disabilità. Ad aprile 2017 viene inviata la richiesta di proroga, ma i volontari non ricevono nessuna risposta scritta.

L’Hagape2000 Onlus e l’assessora Baldassarre

A fine maggio la presidente dell’associazione Francesca De Masi viene convocata dal servizio sociale che comunica verbalmente che a fine giugno devono essere restituite le chiavi. Prova a parlare con gli uffici del Municipio VIII ma le ribadiscono che devono restituire le chiavi. A questo punto l’associazione prova la via del Comune: «Giovedì 8 giugno veniamo ricevuti da un delegato dell’assessore Laura Baldassarre, Emanuele Montini, Capo Staff tecnico dell’Assessore. Quest’ultimo si dichiara sensibile alla nostra richiesta di proroga e a cercare una soluzione per assegnare definitivamente i locali secondo le prescrizioni di legge. Intanto nell’assemblea dell’Associazione, il 17 giugno 2017, discutiamo del problema e decidiamo di inviare una nuova richiesta per avere la proroga da far pervenire alla sindaca Virginia Raggi, all’Assessore Baldassarre e a tutte le forze politiche. Il 26 giugno arriva la richiesta scritta di consegna chiavi e si indica come data il giorno 28 giugno».

«Non vogliamo criticare l’amministrazione M5S, ma i precedenti sindaci hanno sempre creduto in quello che facciamo. Ora temporeggiamo sperando di essere contattati da Virginia Raggi e dall’assessore al Sociale, Laura Baldassarre: chiediamo loro di trovare al più presto una soluzione», ha detto la presidente a Repubblica. Non appena ricevuta la lettera di sfratto, la onlus si è attivata inviando una email in Comune. “Nessuna risposta dalla sindaca – prosegue De Masi – Però un delegato dell’assessorato ai Servizi sociali ci ha mandato una mail dicendo che si stanno attivando. Ma abbiamo bisogno di garanzie. Senza, da qui non ce ne andiamo”.