Cultura e scienze

Il Guardian e il prosecco che fa male ai denti

Tutti contro il Guardian. La battaglia per il Prosecco unisce il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, e i Presidenti di Regione Veneto e Friuli-Venezia Giulia Luca Zaia e Debora Serracchiani. Tutto per colpa di un articolo di Zoe Williams, columnist del Guardian, che mette in guardia le donne britanniche (ma anche gli uomini) sui pericoli del bere Prosecco. In particolar modo, spiega la giornalista, il Prosecco rovina seriamente il sorriso delle signore. Senza contare che è un vino troppo economico, troppo da parvenu.

Il Prosecco rovina i denti delle donne inglesi

Meglio quindi evitare di berlo, in modo da poter sfoggiare un sorriso sempre smagliante. L’articolo elenca inoltre altri cinque motivi – non del tutto seri a dire il vero – per cui bere Prosecco non è consigliabile. Ad esempio il fatto che si tratta di un vino tutto sommato “per tutte le stagioni” ovvero che si può bere quando non si sa bene cosa bere e che le sbronze da Prosecco sono le più pericolose. Poi c’è da tenere conto del fatto che il Prosecco rispetto allo Champagne sia una scelta cheap. Un vino da poco insomma perché poco costoso. È chiaro che in un certo senso la Williams prova a fare dell’ironia sui “pericoli del Prosecco”. E non è certo solo colpa del Guardian. Il pezzo forte dell’argomentazione non è stato certo riportato solo dal Guardian. Si tratta infatti di un’affermazione fatta qualche giorno fa dal Dottor Mervyn Druian del London Centre for Cosmetic Dentistry che è stata riportata inizialmente dal Daily Mail e poi da altri quotidiani tra cui l’Independent.
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È stato il dottor Druian a consigliare alle donne britanniche di non bere le bollicine venete e friulane per evitare il cosiddetto “Prosecco smile”. Si tratta in ogni caso dell’opinione di medico e non dell’esito di una ricerca scientifica ed epidemiologica su come il Prosecco danneggi lo smalto dei britannici più di altri vini frizzanti o di altre bibite ad alto contenuto di zuccheri. E che il vino bianco possa danneggiare maggiormente i denti rispetto al vino rosso non è certo una novità. Stupisce che il consiglio sia rivolto solo alle donne, il Prosecco è un vino “da femmine”?

I politici fanno scudo al Prosecco

Il Ministro delle politiche agricole Martina ha twittato per chiedere al Guardian di smettere di diffondere fake news. Mentre Debora Serracchiani scherza sul fatto che dopo la Brexit anche gli inglesi avranno bisogno di tornare a sorridere che “assunto in dosi moderate, il nostro prosecco fa miracoli”. In effetti più che ipotizzare che dietro l’articolo del Guardian (che non è il solo a parlare del Prosecco smile) ci sia la lobby dei produttori di birra forse è più d’aiuto tenere in considerazione le abitudini alcoliche degli inglesi che mediamente hanno abitudini diverse dalle nostre in fatto di vino. Certo però la Williams ci mette del suo suggerendo ai lettori di scegliere una bella birra ad un vino così “modesto”.
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Anche Luca Zaia ha commentato sperando che si tratti di fake news e non dell’ennesima crociata anglosassone contro i prodotti italiani. Zaia ricorda che “gli amici inglesi sanno benissimo che dove c’è Prosecco c’è un sorriso, tanto bene che lo celebrano, e lo consumano, ogni giorno di più”.
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Secondo la Coldiretti infine con la Brexit “si rafforza lo spirito protezionista della Gran Bretagna e il quotidiano ‘The Guardian’ attacca con fake news il Prosecco che e’ il vino più apprezzato dai britannici, che vantano un record di 40 milioni di litri stappati solo l’anno scorso”. Secondo Coldiretti le esportazioni di Prosecco hanno fatto registrare un aumento del 12% nei primi mesi del 2017 e il Regno Unito rappresenta il principale punto di sbocco dell’export italiano delle bollicine per un giro d’affari pari a 366 milioni di euro. Quello del Guardian non è certo l’attacco più insidioso al Prosecco. Nel novembre scorso il ministro degli Esteri Boris Johnson aveva minacciato l’Italia spiegando che ci sarebbe convenuto appoggiare le richieste inglesi se non avessimo voluto perdere l’accesso al mercato britannico. Curiosamente in quell’occasione nessun leghista fece un fiato, tutti troppo impegnati a festeggiare la liberazione del Regno Unito dalla UE?