Cultura e scienze

Grillo a Oxford e gli insulti agli italiani che hanno lasciato il paese

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Il giorno dopo la comparsata di Beppe Grillo a Oxford con contestazione annessa il Garante del MoVimento 5 Stelle smentisce di aver insultato gli italiani che hanno lasciato il Paese per motivi di studio o lavoro in occasione dello suo discorso: “Non ho attaccato nessuno. Nessun insulto”, afferma ai microfoni di Stasera Italia su Retequattro.

Beppe Grillo a Oxford e gli insulti agli italiani che hanno lasciato il paese

Il fondatore del M5S ha giudicato inoltre positivamente la sua visita alla Oxford Union: “Bellissima, era pienissimo. Ci siamo scambiati delle disinformazioni che loro hanno su di noi e noi che abbiamo su di loro. Penso di aver dato una buona impressione”. È vero quello che dice Grillo, ferocemente sfottuto quando gli studenti hanno cominciato a parlare di vaccini, perché evidentemente a Oxford non sono tanto convinti che basti una firma su un appello per emendare secoli di propaganda di frescacce antiscienza per negare l’evidenza? «Non ho mai fatto una affermazione contro la scienza dei vaccini. Il problema è la politica che vuole imporli», ha sostenuto Beppe, dimenticando tutte le volte che ha abusato della credulità popolare. Poi il clou: «Non ho mai negato la piaga dell’Aids, ma cosa dite?».

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La lettera sul Corriere del 16 gennaio 2019

Andiamo con ordine. Sul Corriere della Sera oggi c’è una lettera dello studente Francesco Moiraghi che racconta cosa è accaduto dal suo punto di vista:

Lunedì sera mi trovavo all’Oxford Union con tanti altri ragazzi ad assistere all’incontro con Beppe Grillo. Abbiamo visto il suo ingresso bendato, abbiamo sentito le risate scroscianti dei partecipanti del primo quarto d’ora,abbiamo notato il gelo scendere mano a mano che il monologo impediva le domande del presidente della Società, finanche copriva la voce del traduttore. Nell’ultima mezz’ora gli studenti italiani si sono opposti, hanno preso a incalzare Grillo con domande e purtroppo, nel finale, con insulti.

Non si dica però che è stata una vittoria degli studenti, di questa meglio gioventù di cui tanto ci si riempie la bocca, mentre la si guarda tristemente andare all’estero. Si riesce a immaginare quanti italiani ci fossero l’altroieri sera? Eravamo in tanti, e tutti così appassionati dal destino del nostro Paese. Ma io non ho visto nessuna vittoria. Ho visto solo esasperazione, rabbia, mentre gli interventi diventavano via via più nervosi. Ho visto quanto la cultura delle grida possa far crollare i nervi. Mentre il presidente sospendeva l’incontro con dieci minuti di anticipo, qualcuno gridava a Grillo «buffone», qualcun altro «vaffanc…». Proprio la parola che Grillo aveva portato in auge.

La versione degli studenti a Oxford con Grillo

Moiraghi quindi non registra e non cita le presunte frasi di Grillo sugli italiani che hanno lasciato il paese ma racconta invece di una rabbia palese nei suoi confronti. Cristian Trovato, catanese, classe 1988, sta facendo da due anni un dottorato in Computer Science a Oxford dice invece oggi in un’intervista alla Stampa che gli insulti ci sono stati e indica il momento preciso in cui tutto ciò è accaduto: «A ogni obiezione Grillo ci rispondeva “voi siete disinformati”. E poi quando ha sbottato “ah ma voi ve ne siete andati dall’Italia” la sala è insorta. È parso un tentativo di delegittimarci come interlocutori».

Trovato ieri ha pubblicato un video sul suo profilo Facebook in cui si vedono alcuni momenti dell’incontro e nei commenti ha ribadito che la frase che Grillo nega di aver pronunciato invece l’ha detta:

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E nell’intervista segnala di aver partecipato al primo V-Day e leggeva il Fatto, rintuzzando quindi le classiche accuse di essere del PD.

Cosa vi ha fatto più infuriare?
«La sue parole sulla scienza e sui vaccini. Ha detto che la scienza fornisce domande e non risposte, è stato vago e contraddittorio. Per una platea di studiosi era davvero troppo».

C’era tra voi del pregiudizio?
«Guardi, qui è venuto anche Steve Bannon. Fuori ci sono state contestazioni, ma all’interno il dibattito è filato liscio anche se molti non erano d’accordo con lui».

Grillo è sempre un comico.
«Sì, ma qui è stato presentato come un leader politico. E il pubblico si aspettava qualcosa di più: il suo doppio ruolo di comico e politico è stato un boomerang. Sulle domande politiche ha svicolato, “decide Di Maio non io”».

Voleva provocarvi?
«Non so, ma alla fine era spiazzato e a disagio. È uscito dalla sala dicendo: ”Ho 71 anni e non mi devo certo difendere da voi”. Il mio coinquilino scozzese mi ha guardato: “Davvero vi governa uno così?”».

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