Politica

Grexit: i falchi, le colombe e i piccioni

uscire dall'euro

La Stampa pubblica oggi questa infografica in cui riepiloga gli schieramenti in Europa sulla crisi della Grecia, che entro cinque giorni dovrà presentare un piano con il fiato sul collo del rischio Grexit. Ci sono falchi, colombe e… piccioni.

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Gli schieramenti in Europa sulla Grexit (La Stampa, 8 luglio 2015)

Spiega nell’articolo Tonia Mastrobuoni:

Jean-Claude Juncker, spiega uno dei negoziatori greci partiti ieri per Bruxelles a microfoni spenti, «ha tentato seriamente di mediare, ma i suoi uomini sono più tedeschi di Schaeuble… sull’Iva prima hanno detto che aumentandola dal 13 al 23% sui ristoranti avremmo avuto introiti da 1 miliardo, poi invece hanno detto che no, non bastava, che dovevamo aumentare anche quella sugli alberghi, ammazzando il turismo, poi di nuovo che andava bene così. Come facciamo a fidarci?». Se anche si dovesse consumare la rottura totale, il governo non è spaventato. Ha un «piano B», come raccontato lunedì da «La Stampa». Sequestrerebbe la Banca centrale greca e le sue riserve in euro, introdurrebbe una valuta parallela, nazionalizzerebbe aziende, unificherebbe i fondi pensione e rastrellerebbe ogni euro nascosto nel Paese. Nella capitale, qualcuno ha messo in giro persino la voce che il governo potrebbe sequestrare le cassette di sicurezza per costringere i greci a mettere i soldi sui conti correnti e scongiurare il fallimento delle banche. La vice ministrodelle Finanze, Nadia Valavani, ha già fatto sapere che l’accesso ai contanti delle cassette di sicurezza è vietato «finché è in vigore il controllo dei capitali».
Ma il problema vero è lo scontro tra i due protagonisti, entrambi induriti sulle proprie posizioni, Alexis Tsipras e Angela Merkel. La cancelliera è arrivata ieri sera alla riunione brussellese con una posizione durissima. Merkel è scossa da una fronda antigreca che nel partito e nella maggioranza si sta allargando a macchia d’olio e secondo alcuni potrebbe addirittura costringerla a chiedere il voto di fiducia, per far passare l’eventuale nuovo piano di aiuti greco. Nei sondaggi, la linea dura adottata di recente dalla Cdu/Csu premia: ha guadagnato ben tre punti. E la lettura trasversale che i politici tedeschi hanno dato al referendum è univoca: «Hanno tagliato i ponti con l’Europa» ha sintetizzato il vicecancelliere Gabriel.