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L’85enne, invalido di guerra, che cede la sua dose di vaccino a una 23enne malata di cancro

Il grande gesto di solidarietà di Giuseppe Trapasso

Giuseppe Trapasso vaccino pfizer 12 anni

Spesso e volentieri ci si trova a raccontare storie di esempi negativi, rese ancor più gravi dalla situazione pandemica che ha colpito l’Italia e il mondo negli ultimi 13 mesi. Poi, però, c’è chi riesce con un solo gesto a far capire che quel “ne usciremo migliori” non era solamente un grido lanciato dalle finestre o dai balconi. Il bel gesto arriva dalla provincia di Catanzaro dove il signor Giuseppe Trapasso, 85enne e invalido di guerra, ha deciso di rinunciare alla sua (prima) dose di vaccino Pfizer-BioNTech per cederlo a una persona inserita all’interno dell’elenco dei pazienti fragili. Non ha scelto lui il nome: per l’uomo, infatti, l’importante è che quella dose di prodotto anti-Covid fosse destinata a una persona che – secondo lui – ne aveva più bisogno.

Giuseppe Trapasso, l’85enne invalido di guerra che ha ceduto il suo vaccino a una giovane malata di cancro

Non per scetticismo nei confronti del vaccino, perché Giuseppe Trapasso – intervistato dalla Rai – ha detto di esser pronto a compiere di nuovo questo gesto e che aspetterà il suo turno fino quando tutti gli altri pazienti fragili saranno immunizzati. Un gesto che ha portato all’immediata immunizzazione, attraverso la prima dose di Pfizer-BioNtech, di una giovane. Una 23enne, paziente oncologica, ricoverata all’Ospedale Bambin Gesù di Roma.

Il medico dell’uomo ha raccontato a Open la richiesta dell’85enne: “Qualche giorno prima mi aveva chiamato la madre di una ragazza, una mia paziente, che aspettava ancora il vaccino. Mi aveva chiesto: ‘Quando sarà il turno di mia figlia?’. E allora, non appena Giuseppe mi ha detto di voler rinunciare alla dose, ho subito pensato a lei”.

Un gesto che ha unito due comuni in provincia di Catanzaro. Da una parte Gimigliano, dove vive Giuseppe Trapasso; dall’altra Cicala, dove vive la 23enne che sta lottando contro il cancro da diverso tempo. Come racconta La Nuova Calabria, il quotidiano che per primo ha raccontato la storia di questo esempio di civiltà e solidarietà, la famiglia della giovane ha ringraziato l’85enne per quanto fatto. Dal canto suo, il signor Giuseppe Trapasso (ex minatore e invalido di guerra) le ha augurato “di poter vivere le sue giornate in piena libertà”.

(foto: ipp clemente marmorino)