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Tutti conto Friedman. Anche chi portava bambole gonfiabili sul palco…

Il giornalista americano ha definito in diretto su Rai 1 Melania Trump “escort”. Si è scusato, ma le polemiche da destra e sinistra non si placano.

Sul carro degli anti-Friedman stanno salendo tutti: dalla politica al giornalismo, da destra a sinistra. Tutto nasce da qui: a Uno Mattina, storica striscia quotidiana di Rai 1, il giornalista americano Alan Friedman, spesso ospite nelle tivù italiane, parla di Donald Trump, e dice: “Si mette in aereo con la sua escort, ehm – si corregge scuotendo la testa – sua moglie…”. Prima il gelo in studio, poi i conduttori si dissociano. Ma la polemica monta e il giornalista, alle strette, interviene su twitter dopo quasi 24 ore: “Chi sbaglia deve ammetterlo, ho fatto una battuta infelice, chiedo scusa”.

Ma intanto in una nota la Rai, con i conduttori Monica Giandotti e Marco Frittella hanno condannato l’espressione, qualificandola come “sessista”. Stesso concetto espresso sui social anche dalla consigliera di amministrazione Rai Rita Borioni: “Questo è bieco sessismo, lo trovo disgustoso”. Ma sembra non finire qui, perché a urlare allo scandalo c’è anche la politica, prima fra tutte Giorgia Meloni, portando la conversazione sulla bilancia sinistra-destra: “Surreale che nessuna paladina del femminismo sia intervenuta. Cosa sarebbe accaduto se a essere definita così fosse stata un’esponente di sinistra?”.

Eppure aveva già commentato negativamente quanto avvenuto l’ex ministra dell’istruzione Valeria Fedeli, ora capogruppo Pd in commissione vigilanza Rai: “C’è un dovere alla serietà, al rispetto e alla responsabilità che va esercitato sempre. Le risatine dei conduttori presenti in studio hanno rappresentato un’ulteriore offesa non solo alla signora Trump ma anche a tutti i telespettatori e telespettatrici, non solo donne. Se la direzione di Rai1 pensa che sia sufficiente una nota, evidentemente non ha chiara la gravità dell’episodio. Per restituire dignità e autorevolezza all’informazione targata Rai servono scelte concrete, provvedimenti precisi”.

Forti polemiche ancora dal mondo del centrodestra: esponenti di Forza Italia e Lega come Marzia Casolati, Gianfranco Rufa e Pietro Pisani, Alessandra Gallone, Massimiliano Capitanio, e Roberto Calderoli si dicono esterrefatti. Loro che oggi vorrebbero che il leader della loro coalizione Matteo Salvini diventasse presidente del Consiglio. Lo stesso Salvini che poco più di quattro anni fa è salito su un palco in provincia di Cremona con una bambola gonfiabile: “C’è la sosia di Boldrini qui”, con tanto di hashtag #sgonfialaboldrini.