Cultura e scienze

Freccero e quelle “merde” del Giornale

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Con l’eleganza che da sempre lo contraddistingue, Carlo Freccero, direttore di Rai2 scelto dai pentaleghisti, non ha preso benissimo l’articolo del Giornale firmato da Paolo Bracalini sulla «censura» fatta dalla sua rete a The Wolf of Wall Street, capolavoro di Scorsese trasmesso senza le scene cult di droga e sesso perché in prima serata. Il quotidiano pubblica oggi un sms di spiegazioni della vicenda di cui è autore lo stesso Freccero e un altro successivo, dove si dice che quello precedente “è il messaggio inviato alla merda BRACALINI“. Cosa si legge nell’sms? Lo riproduciamo integralmente, compresi i momenti di indubbio pathos grammaticale, tipico del grande direttore di rete e genio incompreso:

Allora È la Rai che sta sopra di me ( ed è tanta ) che ha deciso che copia trasmettere come aveva deciso di mandare in onda la sequenza della sodomia di ULTIMO TANGO dopo le 23 io che amo il cinema d’autore ho scelto un capolavoro The Wolf ,altri sceltono altri contenuti CHIEDO SCUSA per il disturbo ma trovo diffamatorio l’articolo , ma sono abituato Ieri ne parlavo con il presidente Confalonieri C’est La vie !! Buon lavoro Spero ,se cambi casacca di avere un altro trattamento Cordiali saluti Carlo Freccero

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Dallo stream of consciousness & congiuntivness si capisce con qualche fatica che la censura del film di Scorsese secondo Freccero è colpa di qualcun altro. Il genio che è riuscito a pagare migliaia di euro per acquisire i diritti di spezzoni che poi non ha visto nessuno quindi è rimasto vittima del virus del qualcunaltrismo, malattia terribile che affligge più o meno tutte le classi dirigenti del Belpaese: il morbo colpisce di regola chi fa una cazzata e ha l’effetto di fargli credere che sia colpa di qualcun altro. In questo caso, invece, non avendo amministrazioni o governi precedenti con cui prendersela, Freccero dice che è colpa di qualcuno che sta sopra di lui ma purtroppo non ne fa il nome, rendendo così impossibile la verifica delle sue affermazioni (un po’ come succede con tutto il resto della classe dirigente del Belpaese). Vi abbiamo appena presentato i manager scelti dal governo del cambiamentAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH.

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