Economia

Le tre aliquote della flat tax (?)

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Sarà una flat tax con tre aliquote invece dell’attuale IRPEF con cinque la grande rivoluzione fiscale della Lega e del MoVimento 5 Stelle? Luigi Di Maio ieri ha parlato proprio di “almeno tre aliquote”, finendo rimbrottato dal presidente della Commissione Finanze alla Camera Claudio Borghi: «Forse si confonde, il capo grillino non è mica un fiscalista…».

Le tre aliquote della flat tax (?)

Eppure è proprio su una rimodulazione dell’IRPEF a tre aliquote che stanno lavorando i tecnici del governo: la rimodulazione Irpef , secondo le dichiarazioni, sarebbe accompagnata da un riordino delle tax expenditures “perché ci sono 300 voci tra agevolazioni, deduzioni e detrazioni, e alcune ormai sono anti storiche”. Questa storia, però, la sentiamo da anni senza che nessuno sia davvero intervenuto sulle agevolazioni fiscali perché tutte nascondono rendite di posizione che finora sono state inattaccabili. Spiega oggi il Messaggero che tra due anni l’Irpef dovrebbe avere avrebbe questa struttura: un primo scaglione fino a 28mila euro, a cui applicare un’aliquota del 15%, una fascia centrale di reddito fra 28 e 75mila euro con aliquota fissata al 30% e un ultimo scaglione, dai 75mila euro di reddito in su, che rimarrebbe al 43%. Per la Lega però questo può essere solo un passaggio intermedio, mentre lo schema a tre aliquote è stato fatto proprio da Luigi Di Maio, che ha confermato anche la possibilità di optare per il vecchio regime se più favorevole.

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L’attuale regime fiscale a cinque aliquote (Il Messaggero, 16 settembre 2018)

Così la flat tax a tre aliquote lascerebbe comunque invariata l’aliquota per i più ricchi, mentre il progetto della Lega prevedeva un taglio e un grande guadagno dal punto di vista fiscale. Per questo c’è maretta all’interno della maggioranza ma ci sarà un anno di tempo per litigare sul tema. Per quest’anno invece la Lega dovrebbe accontentarsi di una mini flat tax con un’aliquota al 5%, per tre anni, per le start up di giovani under 35 con ricavi fino a 65mila euro. Confermato anche il regime forfettario in favore delle partite Iva al 15% fino a un volume di affari di 65 mila euro, e poi un 5%incrementale tra i 65mila e i 100mila euro. Costo 1,5 miliardi, benefici per 1,5 milioni di autonomi.

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