Politica

Che fine hanno fatto le mille maestre assunte dalla Raggi?

virginia raggi marianna madia

Primo giorno di apertura per gli asili di Roma Capitale, e subito compare la notizia che c’è carenza d’organico. Stando ai dati elaborati dalla CGIL il piano d’assunzioni varato dal Campidoglio prevede la stabilizzazione di 485 educatrici, che dovrebbero entrare in ruolo nei 207 nidi del Comune di Roma. Ma le educatrici che hanno firmato un contratto e sono state convocate per la scelta della sede non sono nemmeno cento mentre le restanti – denuncia la CGIL – non sarebbero nemmeno state convocate. Eppure la sindaca di Roma Virginia Raggi aveva promesso di risolvere il problema entro settembre.
virginia raggi maestre ddl 113 2016 - 1

Le convocazioni procedono a rilento e oggi riaprono gli asili

I conti non tornano: poco più di un mese fa la Raggi aveva annunciato (non senza polemiche) che la sua Giunta aveva provveduto a varare un piano di assunzioni straordinario – operativo fin da subito –  per il 2016 che avrebbe portato alla stabilizzazione di 1121 lavoratrici tra educatrici dei nidi e insegnanti delle scuole dell’infanzia. È ovvio che quelle mille maestre non sarebbero state assunte solo nei nidi capitolini ma anche nelle scuole dell’infanzia (il piano infatti prevede che le educatrici assunte a tempo indeterminato nei nidi siano 485) ma a quanto pare l’obiettivo di garantire un normale svolgimento dell’attività scolastica a settembre è ancora lontano. Anche perché le carenze d’organico dovranno essere colmate tramite l’assunzione di supplenti che però – proprio a causa del piano varato dalla Raggi – dovranno ben presto lasciare il posto alle educatrici titolari. Ma quanto è grave la situazione? Stando a quanto denuncia il Coordinamento contro la Precarietà alcune situazioni sono particolarmente gravi: al nido Peter Pan nel VIII Municipio sono state assegnate solo due insegnanti sulle dodici previste in organico. Cinzia Conti, del Coordinamento contro la Precarietà spiegava ieri ad un presidio davanti al Campidoglio che il commissario Tronca «aveva fatto una delibera mandando avanti le assunzioni per le concorsiste. Su 141 posti hanno firmato 96 persone. Poi ad agosto c’è stata da parte del Campidoglio una delibera in attuazione del decreto Madia per la stabilizzazione del personale precario, prevedendo 1100 assunzioni tra nidi e scuole dell’infanzia, di cui 485 sono nei nidi». Oggi, proseguiva la Conti, «gli asili aprono con un vuoto di 800 educatrici». Vuoto che si sarebbe potuto colmare almeno in parte se dal Campidoglio fossero partite le convocazioni per le educatrici stabilizzate dal piano per il 2016. Anche il il responsabile del settore educativo della Cgil Funzione Pubblica, Fabio Moscovini, pur comprendendo le difficoltà di un’amministrazione insediata da pochi mesi definisce la situazione “molto grave”:

il piano c’è ed è stato varato, anche volendo comprendere tutte le ragioni di un’amministrazione insediata da poco  riteniamo necessario denunciare la disorganizzazione e il pressappochismo che non sarebbe possibile concedersi nel governare un servizio così delicato e importante per i cittadini e le famiglie romane.

Il coordinamento dei precari ha chiesto un incontro con l’assessore alla Persona, Scuola e Comunità solidale Laura Baldassarre, sperando di ottenere maggiori spiegazioni circa i ritardi nella stabilizzazione del personale precario. In caso di mancata risposta i precari annunciano presidi, anche permanenti, per lottare per i diritti dei precari. Ieri la capogruppo del PD Michela Di Biase ha chiesto alla sindaca Raggi di regolarizzare al più preso le educatrici precarie, per evitare disagi alle famiglie e alle lavoratrici:

Il Campidoglio proceda al più presto alla regolarizzazione di tutte le 485 educatrici precarie in attesa di assunzione. Da domani gli asili nido di Roma torneranno aperti e migliaia di famiglie romane potrebbero trovarsi di fronte agli ennesimi disagi e incertezze dovuti alla mancanze di maestre. Non si può pensare di risolvere la questione chiamando in fretta e furia le supplenti che seguiranno i bimbi durante l’inserimento lasciando poi il loro posto servono maggiori certezze e garanzie non solo per le famiglie romane ma anche per le centinaia di lavoratrici precarie in attesa di un’assunzione