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Fedez parla della questione israelo-palestinese. E celebra Arrigoni | VIDEO

Il cantante e influencer interviene sul tema con una serie di video-stories nelle quali non si schiera apertamente, ma fa intuire da che parte sta e non risparmia stoccate al governo

In molti l’avevano tirato per la giacchetta: “Fedez, dicci cosa ne pensi di Israele e Palestina?” “Che opinione hai dei bombardamenti sulla striscia di Gaza?” e altre simili richieste, alcune delle quali non esattamente gentili, come quella di Chef Rubio, che, con la sua proverbiale sobrietà, lo ha accusato né più né meno di essere, col suo silenzio, “complice degli assassini”. Alla  fine Fedez ha rotto il silenzio ed è intervenuto su Instagram con una serie di video-stories nelle quali non esprime un giudizio tranchant sul tema, limitandosi a un generico “Chi mi segue da tempo sa benissimo qual è il mio pensiero in merito”, ma offre comunque indizi chiari su quale sia la sua posizione.

“Come tanti di voi, sto seguendo le tragiche vicende che si stanno susseguendo sulla Striscia di Gaza” ha detto Fedez. “Chi mi segue da tanti anni sa benissimo qual è il mio pensiero in merito, però non voglio accodarmi al coro delle tifoserie perché non credo che siano utili al dibattito, anzi credo abbiano fatto abbastanza danni in questi decenni.”

Ed è in questo momento che il cantante e influencer rivela qualcosa in più sulle sue idee, senza esprimerle ma dando loro un volto e un nome: quello di Vittorio Arrigoni, l’attivista e blogger morto assassinato brutalmente nel 2011 dopo aver dedicato la sua vita alla causa palestinese.

“Credo però” spiega Fedez, “che ci siano delle persone che riescono a farci sentire meglio di altri vicino un problema anche se molto distante da noi. E quindi volevo presentarvi la persona che, quando ero adolescente, mi ha aperto gli occhi e spronato ad interessarmi: un giovane cronista e attivista italiano che si chiama Vittorio Arrigoni. E’ stato iscritto honoris causa tra i cronisti italiani proprio in occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa. Lui per anni è stato nella Striscia di Gaza, aiutava i civili e cercava di raccontare quello che avveniva sul territorio. E’ stato rapito ed è stato brutalmente assassinato in circostanze mai chiarite. Nel suo primissimo video cercò di aprire un civile e sano dibattito coi giornalisti italiani. Dibattito che non si aprì mai anche per la sua prematura morte.”

Infine Fedez entra maggiormente sull’attualità, spiegando la ragione per cui non si schiererà apertamente nel dibattito “da tifoserie” ma senza rinunciare a una stoccata ai politici nostrani, che in questi giorni non stanno certo mostrando il meglio, tra manifestazioni di parte, balbettii o silenzi assordanti.

“Trovo assai più utile cercare di dare eco e risalto ad una voce come quella di Vittorio Arrigoni, un italiano che in prima linea sul campo ha cercato di aiutare dei civili in una situazione di guerra, al punto di sacrificare la propria vita, piuttosto che dare la mia sterile opinione che lascia il tempo che trova su una questione così complessa. Ovvio che davanti a immagini di bambini arrestati e bambini uccisi, viene da fare tutti un passo indietro e chiedersi: ma è veramente necessariio tutto questo. E ancora: viene da chiedersi qual è la posizione del governo italiano di fronte all’uccisione di bambini?” si chiede, per poi concludere. “Questo forse me lo chiederei.”