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La risposta di Erdogan a Draghi: "Un maleducato, relazioni compromesse"

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“Vi dico di non dare alcuna importanza a quali parole che utilizza o non utilizza il presidente del Consiglio italiano. La dichiarazione del presidente del Consiglio italiano è stata una totale maleducazione”. Lo ha detto il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, in un passaggio della risposta data a un giovane che durante un incontro nella Biblioteca nazionale di Ankara gli aveva chiesto un commento sul termine “dittatore” che gli aveva rivolto il premier italiano. “Proprio in un periodo in cui auspichiamo che le relazioni tra Italia e Turchia possano raggiungere un ottimo livello, questo signore di nome Draghi, rilasciando questa dichiarazione, ha purtroppo colpito i nostri rapporti. Le scuse dall’Italia non sono ancora arrivate”, ha proseguito Erdogan, che riferendosi ancora all’ex governatore della Bce ha aggiunto: “Tu hai raggiunto la tua posizione dietro nomina, non sei certo arrivato dove sei tramite elezioni!”. “Prima di poter utilizzare queste parole verso Tayyip Erdogan, dovresti avere innanzitutto coscienza della Storia, ma abbiamo capito che non ce l’hai – ha concluso – Noi, grazie alla forza che ci ha conferito il popolo, avendo preso in consegna questa volontà popolare, continueremo il nostro percorso al servizio della Nazione”.

Il commento alle parole di Erdogan dell’ex ambasciatore italiano in Turchia

Una questione di propaganda interna o almeno “mi auguro che sia una tale. Spesso le mosse di Erdogan sono fatte soprattutto in funzione del suo pubblico” e non è un caso che le sue accuse odierne a Mario Draghi siano state lanciate davanti a un “gruppo di giovani vicini al suo partito, l’Akp”. Carlo Marsili, ex ambasciatore italiano in Turchia dagli inizi del 2004 alla fine del 2010, commenta con l’Adnkronos il nuovo affondo del ‘sultano’ contro il presidente del Consiglio che lo aveva definito un “dittatore”. Secondo Erdogan, le parole di Draghi sono state “un atto di maleducazione”. “L’uso della politica estera per questioni di carattere interno non è una pratica esclusiva di Erdogan, ma lui lo fa abbastanza spesso”, sottolinea l’ex ambasciatore italiano, che evidenzia come, oltre alle parole, la Turchia sia passata ai fatti contro l’Italia. “Come mi aspettavo c’è stata in qualche modo una ritorsione sul piano delle relazioni economiche – spiega – con riflessi sugli elicotteri della Leonardo e per Ansaldo Energia”. Marsili ritiene che le tensioni tra Roma e Ankara difficilmente possano chiudersi qui. “Evidentemente mi auguro che il capitolo delle ritorsioni sia chiuso e che la diplomazia ricucia lo strappo, però so anche che i turchi hanno memoria lunga, anzi lunghissima, e quindi ci vorrà tempo, non credo si possa farlo in breve”, conclude.