Cultura e scienze

«Io, Emilio Fede, trattato come un animale»

emilio fede

Emilio Fede non ci sta a farsi trattare come un animale. E al Fatto Quotidiano oggi affida uno sfogo che potrebbe far tremare i piani alti di Mediaset, dopo la storia dei fotomontaggi con le trans e il presunto ricatto subito dai dirigenti del Biscione. Anche perché nel frattempo ha ricevuto una lettera di sfratto: dovrà lasciare la casa che gli aveva dato Fininvest come benefit per il suo ruolo di direttore. «Come uno dei peggiori animali. Cacciato, messo alla porta, infamato: ho poche settimane per lasciare la casa, mi hanno tolto tutto ma non mi ruberanno la dignità». Fede annuncia una causa con l’azienda perché ha interrotto il rapporto di collaborazione che doveva durare tre anni dopo la sua defenestrazione da direttore del TG4. Ma dice anche che Berlusconi non può intervenire.

E quindi mi hanno mandato una lettera scrivendo che dato che gira voce che in procura c’è un’indagine che mi vede coinvolto per ricatto è meglio chiudere il rapporto di collaborazione con me.
Dopo il bunga bunga, Ruby, la prostituzione minorile, olgettine, Minetti e direzione del Tg4 pure il ricatto? Fede…
Ma quale ricatto: io all’epoca dei fatti ero su -per direttore , avevo macchine, segreterie, case,avevo tutto quello che uno neanche immagina. Ricatto per cosa? E chi?La mente umana, converrà, è stranaGuardi, di me hanno detto e dicono di tutto, ma io vorrei essere rispettato come persona e farò in modo che accada: ho 83 anni ma non sono impazzito, andare a ricattare qualcuno con dei fotomontaggi fatti pure male è da malati mentali.
Ha avvisato Berlusconi?
Non voglio coinvolgerlo in alcun modo. L’altra volta, quando venni allontanato per l’altra inchiesta, lui intervenne e mi fece fare questo contratto di consulenza per tre anni.

Stavolta però non può più cercarlo. E allora per Emilio non resta che rivolgersi a un avvocato.