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Come sgamare gli emendamenti fuffa di Calderoli & Co.

emendamenti truffa software

C’era una volta Calderoli che si bullava dei suoi algoritmi in grado di generare milioni di emendamenti per mettere in difficoltà gli avversari. C’è ora qualcuno con un po’ di sale in zucca che ha trovato il modo di vanificare tali algoritmi e le modifiche ad cazzum che ne scaturiscono.

Come sgamare gli emendamenti fuffa di Calderoli & Co.

Era successo con il DDL Boschi mesi fa ed è successo di nuovo con il DDL Cirinnà, ma ora è giunto il momento di scoperchiare questa macchina dell’antipolitica ricorrendo a contromisure di altrettanta efficacia, furbizia ed intelligenza. In cosa consiste l’algoritmo pensato dagli informatici di Calderoli: dato un testo base, questo aggiunge o toglie parti di testo pur non modificando il contenuto dell’emendamento. In questa maniera si ottengono milioni di emendamenti-fuffa che però devono essere votati e discussi, e che attualmente sono utilizzati come arma di ricatto contro le fazioni avversarie (si ricordi il maxiemendamendo Marcucci, il super canguro). Attualmente il Senato ha il potere di bocciare gli emendamenti-fuffa. Il difficile sta nel riconoscerli. Ed ecco che Jacopo Notarstefano, un giovane sviluppatore pisano, recentemente ingaggiato dal CERN, ci viene incontro:
algoritmo emendamenti calderoli
Apparentemente il sito del Senato offre la possibilità di esportare i testi in vari formati, ma questi non soddisfano i requisiti di usabilità richiesti dal programmatore. Jacopo, allora, avvalendosi di appositi strumenti riesce a predisporre una base dati che comprenda il numero identificativo dell’emendamento, i suoi autori e il suo testo. Elaborando ulteriormente questa base dati si ottiene uno schema che mette in mostra quali sono gli emendamenti originari:
algoritmo emendamenti calderoli 1
Andando nel dettaglio di ogni insieme si ottiene qualcosa del genere:
algoritmo emendamenti calderoli 2
algoritmo emendamenti calderoli 3

Tana per Calderoli dietro l’emendamento!

Si noti come le differenze tra il primo risultato e il secondo siano solamente delle parole al termine delle cifre. Ciò vuol dire che la radice, cioè l’emendamento, è il medesimo. Sono quindi da bocciare a priori tutte queste derivanze dalla radice, perchè praticamente inconsistenti, fuffa. Una piccola curiosità: se si guarda il primo dei 2 risultati riportati qui sopra, si potrà notare che al posto del “5” a volte compare una “S”. Ciò è verificabile anche sul sito del Senato.  Un errore del genere avviene quando si scannerizza un documento con un software di riconoscimento del testo (in gergo OCR). Se si fosse verificata questa eventualità vorrebbe dire che gli emendamenti sono stampati di volta in volta e quindi scannerizzati puntualmente per essere inseriti sul sito, con ovviamente il relativo spreco di carta e di tempo da parte dei commessi del Senato. Lo sviluppatore, infine, conclude con un augurio, che speriamo sia colto da chi di dovere:
algoritmo emendamenti calderoli 4