Opinioni

Chi detiene il debito USA

Questa infografica pubblicata oggi dal Sole 24 Ore ci mostra chi sono i detentori del debito pubblico americano: la notizia è che dopo Cina e Giappone sono le Isole Cayman e l’Irlanda i terzi classificati in questa graduatoria. Scrive Alessandro Plateroti:

La corsa ai bond di Washington ha dato alla piazza di Dublino – composta per metà da banche e fondi irlandesi e per metà da intermediari finanziari europei e americani – un primato mai visto prima d’ora: il valore del debito Usa domiciliato in Irlanda ha superato infatti i 230 miliardi di dollari del Pil irlandese. Con i rischi che ne derivano per la stabilità finanziaria del sistema: un rialzo dei tassi americani più elevato delle attese (o più rialzi a tempi ravvicinati), potrebbe infatti provocare un balzo dei rendimenti e una caduta dei prezzo dei T-bond, costringendo a vendite forzate chi li possiede. Se si pensa che al 29 aprile scorso famiglie e risparmiatori avevano in portafoglio titoli di Stato Usa per 13.800 miliardi di dollari (76% del Pil Usa) e che quasi la metà di questa cifra (6.200 miliardi) appartiene a investitori esteri, i rischi di un effetto a catena provocato dalle manovre della Fed sui tassi o da quelle della Cina (primo acquirente di T-bond con oltre 1.250 miliardi di dollari in portafoglio) per sostenere lo yuan, quello che appare oggi come un investimento sicuro per tutti potrebbe diventare una Caporetto finanziaria per molti.
Anche se il mercato sembra voler ignorare questo rischio incombente (che la Fed vogli alzare i tassi è un dato di fatto), la sua pericolosità ha messo in allarme sia lo Iosco (l’associazione mondiale delle Authority di vigilanza) sia l’Authority europea dei mercati finanziari, che già all’inizio dell’anno hanno denunciato la «straordinaria rischiosità» a cui è esposto il sistema finanziario – banche, fondi e assicurazioni – per l’effetto combinato delle manovre monetarie straordinarie in corso in Europa e in Giappone e delle conseguenti distorsioni che stanno generando sui mercati obbligazionari come su quelli borsistici, su quelli valutari e sui listini delle materie prime.

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